Via XX Settembre prova a giustificarsi: «Colpa del Tfr»

Padoa-Schioppa: ma la sostanza non cambia Dalle successioni 54 milioni di euro, altri 500 dalla revisione degli estimi catastali. Pubblico impiego, stanziati 1,1 miliardi

da Roma

Una manovra a cifre variabili, quella siglata Tps. Davanti alla commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa presenta una tabellina in cui - a sorpresa - le risorse utilizzate per la manovra salgono a 34,7 miliardi di euro dai precedenti 33,4 miliardi. L’entità dell’intervento correttivo ritorna dunque a un passo dagli iniziali 35 miliardi di euro. Cifra che era stata ridotta a 30 miliardi grazie al buon andamento delle entrate fiscali, e che poi è risalita via via fino alle origini.
Padoa-Schioppa non ha fornito direttamente spiegazioni di questo cambiamento di numeri: «Nella sostanza la manovra non cambia - si è limitato a dire il ministro - alcune voci, al lordo, aumentano». Secondo un comunicato del Tesoro, l’incremento sarebbe dovuto in particolare dalle entrate del Tfr, calcolate in 6 miliardi. Spiegazione singolare: infatti, Padoa-Schioppa aveva previsto un’entrata di 5 miliardi quando il prelievo era pari al 65% del flusso del Tfr; ora si sale a sei miliardi, col prelievo ridotto al 50%.
Scomposta in macro-voci, la tabella prevede incassi per 12,3 miliardi di euro dal «sistema Stato»: 3,5 miliardi dalla riorganizzazione della Pubblica amministrazione; 0,4 miliardi dal pubblico impiego; 7,9 miliardi dall’«aumento dell’efficienza delle entrate»; 0,5 miliardi dalla valorizzazione del patrimonio. Dagli enti locali si prevede, poi, un risparmio di 4,4 miliardi, mentre 3,1 miliardi verranno dalla sanità. Il capitolo previdenza prevede 5,1 miliardi di risparmi grazie a misure varie (aumento dei contributi, eccetera) e i 6 miliardi dal prelievo forzoso del 50% del Tfr. Infine, maggiori entrate tributarie per 3,9 miliardi. Fra questi, 54 milioni verranno dalle norme sulle successioni, cifra che crescerà con gli anni fino a toccare i 319 milioni nel 2008 e 2009. E 500 milioni sono attesi dalle revisione catastale dei terreni. Altri 4 miliardi verranno dalla lotta all’evasione.
Della cifra complessiva di 34,7 miliardi, 15 miliardi e 200 milioni andranno alla riduzione del deficit pubblico 2007, e 19,5 miliardi alle misure «di sviluppo e di equità». In particolare, il taglio del cuneo fiscale comporta per l’anno prossimo una spesa di 5,5 miliardi di euro (2,5 miliardi a favore delle imprese e 3 miliardi a favore di dipendenti). A regime, cioè dal 2008, il costo del cuneo sarà di 8 miliardi, con 5 miliardi per le imprese e 3 miliardi ai lavoratori. I tre miliardi di sgravi per i lavoratori sono suddivisi in 1,6 miliardi dalla trasformazione delle deduzioni in detrazioni fiscali, e 1,4 miliardi dalla riforma degli assegni familiari.
Gli «interventi per lo sviluppo» costeranno 7 miliardi. Di questi, 2,9 miliardi saranno assorbiti dalle reti ferroviaria e stradale. Sul fronte delle «spese fondamentali per il funzionamento dello Stato», vengono stanziati 1,1 miliardi per i contratti del pubblico impiego, mentre un miliardo servirà per la missione in Libano.