Lo zio di Sarah: "Dopo averla uccisa ho pregato" E la difesa richiede subito la perizia psichiatrica

Michele Misseri ai magistrati: "Dopo aver abbandonato il corpo ho fatto qualche Ave Maria e il segno della croce". Ma restano ancora diversi dubbi. La procura cerca di far luce sull'omicidio: bastano 12 minuti per strangolare la vittima e portare via il
corpo dal garage

Taranto - Dopo aver abbandonato il corpo della nipote "ho fatto qualche Ave Maria e il segno della croce". Michele Misseri, l’uomo che ha confessato di aver ucciso Sarah Scazzi, lo ha detto ai magistrati che lo interrogavano. Intanto si sposta alla procura di Taranto l’attenzione generale per aggiungere tasselli all’indagine, che dovrà scoprire se l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Sarah siano avvenuti nel modo in ha raccontato il reo confesso, lo zio Michele Misseri. L’avvocato Daniele Galoppa, difensore d’ufficio di Misseri, ha depositato alla Cancelleria della Procura della Repubblica di Taranto la richiesta di perizia psichiatrica per il suo assistito.

Continuano gli interrogatori I magistrati inquirenti Pietro Argentino e Mariano Buccoliero, con il loro capo Franco Sebastio, cercano nuove verità su quanto accaduto quel tragico pomeriggio del 26 agosto. Ma, soprattutto, la Procura di Taranto cerca di capire se a Michele Misseri sono bastati solo 12 minuti per strangolare la nipote e portare via il corpo dal garage, mentre moglie e figlie erano in casa, a pochi metri di distanza. Il dubbio è che qualcuno abbia coperto l’omicida almeno fino alle 16. A quell’ora, Misseri disse di aver telefonato a un cognato, secondo cui invece la telefonata avvenne alle 15. Misseri aveva inizialmente detto agli investigatori che non si era mai mosso da casa. Ricostruzione smentita dagli inquirenti: il cellulare di Misseri, tra le 15 e le 15,30 del 26 agosto, agganciò le celle telefoniche di Nardò, in provincia di Lecce, a pochi chilometri dal luogo dove è stata ritrovata Sarah, e non quelle di Avetrana, dove l’uomo disse di trovarsi mentre parlava al telefono col cognato. Tanti, troppi dubbi che la procura di Taranto vuole riuscire a dissipare. E a cinque giorni dal ritrovamento del corpo di Sarah, numerosi sono i punti oscuri ancora tutti da chiarire.

Richiesta la perizia psichiatrica "Il comportamento tenuto dall’indagato dal giorno della scomparsa della giovane vittima al suo ritrovamento, oltre che le dichiarate motivazioni che lo hanno spinto a voler collaborare con gli organi inquirenti, mostrano degli evidenti segnali di scarsa capacità rappresentativa della realtà e inconsapevolezza dei propri comportamenti al momento del loro compimento". Sono questi i motivi per cui Galoppa ha chiesto la perizia psichiatrica per il suo assistito. Nella richiesta depositata all’ufficio del Gip, Galoppa scrive, inoltre, che "la riferita violenza posta in essere sul cadavere della giovane nipote nelle circostanze immediatamente successive all’omicidio, consistite nell’atto sessuale completo, mostrano senza ombra di dubbio un evidente stato patologico mentale".