Il mistero della morte di Regeni: "Era un agente dei servizi segreti"

Le indiscrezioni collegano il ragazzo ucciso al Cairo ai servizi segreti italiani operativi all'estero. La sua morte forse un avvertimento agli 007 i

Giulio Regeni sarebbe un'agente dell'Aise (Agenzia informazione sicurezza esterna), i servizi segreti italiani che gestiscono le "minacce provenienti dall'esterno" e che si occupano di raccogliere informazioni sul terrorismo internazionale, sull'Isis, su Al Qaeda, sul traffico di armi e organi umani.

La notizia, "piuttosto circostanziata", è stata rilanciata sul suo blog da Marco Gregoretti, giornalista investigativo. "A quanto mi risulta - scrive Gregoretti - Regeni era stato arruolato qualche anno fa quando i servizi segreti italiani cominciarono a fare campagna pubblica per arruolare nuovi operatori chiedendo il curriculum". E il profilo di Regeni sarebbe stato perfetto per i servizi. Le sue conoscenze informatiche, la capacità di parlare diverse lingue e il suo curriculum universitario lo hanno reso "appetibile" per l'Aise. Così sarebbe stato inviato prima negli Stati Uniti e poi a Londra. La sua attività al Cairo, "con la scusa della tesi di laurea", sarebbe stata coperta dalla "collaborazione giornalistica per il Manifesto, come successe per altri nel recente passato".

"Secondo le informazioni che ho raccolto, i motivi della morte di Regeni- scrive ancora Gregoretti - sarebbero da ricercare proprio nella sua azione in Egitto. Al suo arrivo al Cairo si sarebbe subito messo in contatto con organizzazioni anti Abdel Fattah al Sisi, il Presidente egiziano". Per questo i servizi segreti egiziani lo avrebbero attenzionato, per poi essere "catturato" dall'antiterrorismo il 25 gennaio con l'accusa di aver "fomentato l'opposizione".

Dopo la cattura, le torture. "L'antiterrorismo egiziano lo avrebbe torturato, menomato, tagliandogli le orecchie e il naso, violentato e ucciso. Secondo alcune fonti - aggiunge Gregoretti - la morte di Regeni sarebbe da interpretare come una sorta di avvertimento ai servizi italiani: 'Non ingerite maldestramente'".

E l'acqua degli 007 italiani, al momento, è piuttosto mossa. Basti pensare ai licenziamenti ai vertici decisi negli ultimi giorni e generati dalla maldestra operazione di salvataggio delle cooperanti Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Lo stesso terremoto che adesso minaccia il premier Matteo Renzi e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Qualcuno dall'interno mi dice - conclude Gregoretti - : 'Si sono mossi Mattarella e Renzi. Sono tutti con il pepe al culo'".

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Commenti

agosvac

Ven, 05/02/2016 - 13:02

Ammesso che sia vero quando detto in quest'articolo, vorrei dare un consiglio ai nostri servizi segreti: il lavoro sporco, fatelo fare a chi ne è capace non ad uno studente che l'unica cosa che sapesse fare era appunto "studiare".

meloni.bruno@ya...

Ven, 05/02/2016 - 13:08

Il Manifesto,basta la parola,anche Sgrena di lontana memoria causò moltissimi problemi all'italietta,in politica estera non ci si fila nessuno!Battisti,in Brasile,i Marò in India,ecc..ecc..

un_infiltrato

Ven, 05/02/2016 - 13:34

Non è vero che siamo nella medra. La Patria è salva. E questo, grazie a gentiloni agli esteri, pinotti alla difesa e angelino all'interno.

paperamarisa

Ven, 05/02/2016 - 13:37

Se poi evitassimo il verbo "attenzionare", almeno noi lettori con il vizio della lettura ve ne saremmo grati...

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Memphis35

Ven, 05/02/2016 - 13:43

Diciamo che si era messo con i fratelli musulmani. Così si fa prima a capire perchè un regime abilissimo, come tutti i regimi, "a togliersi le mosche davanti al naso" non abbia perso tempo a togliersele.

scimmietta

Ven, 05/02/2016 - 13:47

Consideratela una provocazione, ma se fossi un estremista islamico contrario al governo Egiziano, per creargli serie difficoltà internazionali, colpirei un cittafdino straniero "amico" facendo credere che la colpa è del governo in carica, azione molto più "efficace" sul piano internazionale che far saltare in aria dieci generali di alto grado. Se poi risultasse vero (ne dubito) chi il "cittadino" fosse anche in forza a servizi del paese amico ... il cerchio si chiude alla perfezione.

joecivitanova

Ven, 05/02/2016 - 14:03

Ho letto l'articolo del Signor Giulio Regeni su 'il manifesto', e credo che il direttore responsabile avrebbe potuto benissimo evitare di pubblicare il suo pezzo, rispettando le volontà della famiglia; la scusa di 'cautela superata dai fatti', a me non convince proprio! Potevano benissimo riassumere l'articolo in dieci righe e dedicarsi ad altri argomenti riservati al povero ragazzo. Lo hanno fatto SOLO per vendere più COPIE! Sono stati dei miserabili accattoni. G.

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hardcock

Ven, 05/02/2016 - 14:19

State dicendo che il governo italiano fiancheggia i mussulmani allo scopo di favorire la loro presa del potere in Egitto???????????????????????????????????????????????????????????? Molice Linyi Shandong China

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huckleberry10

Ven, 05/02/2016 - 14:25

Probabile risorsa AISE, circostanza già evidenziata nel mio commento di ieri all’articolo di Lucio Di Marzo sulle torture e ferite riportate dalla vittima. Comunque è possibile che non fosse un asset dell’Agenzia, ma un Contractor, in tal caso per il Governo è più facile smentire ogni implicazione.

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sekhmet

Ven, 05/02/2016 - 14:31

Che copertura d'egitto sarebbe la "collaborazione giornalistica al Manifesto", visto che scriveva sotto pseudonimo? Sekhmet.

aitanhouse

Sab, 06/02/2016 - 10:56

i servizi segreti delle dittature,in particolare quelle arabe, pongono molta attenzione alle lunghe permanenze di stranieri;ora non si capisce che se le"rivelazioni" fossero vere,quanta follia ci sarebbe stata nel far collaborare il regeni con un giornale come il manifesto anche se mascherato con uno pseudonimo(uno scherzo per i servizi segreti egiziani scoprire le vere identità dei pseudonimi).

gombloddo

Sab, 06/02/2016 - 23:45

quanta miseria ed ignoranza in poche righe: oltre che al poco rispetto per altre persone. Sono schifato dall'aridità umana ed intellettuale di molti dei commentatori di questa testata, oltre che alla loro ignoranza, vedasi ad esempio il commento di Agosvac (che forse ignorava l'esistenza del "dottorato di ricerca") o quello di Joecivitanova (l'ultimo articolo di Regeni era già stato pubblicato su un sito online, prima di andare sul manifesto cartaceo).