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Sprechi e disservizi al tribunale di Milano

"La sottovalutazione di piccole e grandi disfunzioni" al palazzaccio sarebbe la causa dei tanti problemi strutturali e disservizi che vi mostriamo in questo video. Al terzo piano manca un defibrillatore, obbligatorio per legge in tutti i luoghi di lavoro. Nell'aula di Corte d'Assise, e per i corridoi del tribunale, ci sono grovigli di fili scoperti, lasciati così da chissà quanto tempo. Nel piano interrato mucchi di vecchi pc e mobili accatastati formano piccole discariche. Alcuni ascensori si guastano un giorno sì e l'altro pure. Centinaia di fascicoli d'indagine sono accessibili a chiunque. Per non parlare dei parapetti che a ogni piano separano dallo strapiombo delle scale e degli androni, e che arrivano a stento al ginocchio. Se qualcuno dovesse cadere, di chi sarebbe la responsabilità?

Eppure i soldi non mancano, o almeno per alcune cose ci sono: per le auto blindate nuove di zecca, per il tappeto rosso di 35 metri comparso di recente in procura generale, e per i numerosi e inutilizzati monitor, costati una fortuna, installati in ogni angolo del tribunale. Accesi e muti.

Alla fine dell'intervista al presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano, Remo Danovi, componente della Conferenza permanente che si occupa di vigilare sulle condizioni del palazzo, ilgiornale.it chiede un appuntamento per verificare un cambiamento. La risposta non è incoraggiante: "Posso dire che sarò qui ancora per due anni, fino al 2018, e non so se riuscirò a fissarlo".