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Borsellino: "A Marsala mancava persino la volante e dissi dimezzatemi la scorta"

"Non si riusciva a capire come si dovesse istituire una volante che circolasse di notte a Marsala. Non era possibile, non c'erano gli uomini ed io ero stanco, ad un certo punto mi venne in testa (per stanchezza, perchè me ne volevo andare) di fare la proposta di dimezzarmi la scorta per fare la volante. In questo modo si è fatta. A Marsala, la quinta città della Sicilia, con 100 mila abitanti circa, non c'era una volante nè della Polizia, nè dei Carabinieri, che potesse assicurare l'intero arco delle 24 ore". Questo uno dei passaggi della deposizione di Paolo Borsellino, resa a Trapani nel 1986, contenuta tra gli atti desecretati dalla commissione Antimafia. Il boss poi pentito Tommaso Buscetta, mentre era latitante, incontrava i capimafia in via Ruggero Settimo a Palermo, strada centralissima del salotto della città, in pieno giorno. A Marsala, in cui lavorava Borsellino, non c'era una volante "che potesse assicurare l'intero arco delle 24 ore", raccontava Borsellino. "E siccome ricordavo che Buscetta mi aveva detto che gli era stato presentato il capomafia di Bagheria mentre passeggiava in via Ruggero Settimo e io gli chiesi come faceva a passeggiare e lui mi rispose: "Nel nostro ambiente si sapeva che tra le 14 e 16 c'era la 'smontà delle volanti e noi latitanti ci facevamo la passeggiata".

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