Un terremoto di magnitudo 7,4 è stato registrato nella Colombia occidentale alle 7.34 ora locale, le 14.34 in Italia. Secondo lo US Geological Survey l’epicentro è stato localizzato a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, circa 280 chilometri a ovest di Bogotá, a una profondità di 107 chilometri. Le scosse sono state avvertite in diverse città del Paese. Al sisma sono seguite almeno due scosse di assestamento, di magnitudo 2,8 e 4,8. La governatrice del Chocó, Nubia Carolina Córdoba Curi, ha indicato che nel capoluogo regionale Quibdó “ci sono feriti e gravi danni agli edifici” e ha espresso preoccupazione per possibili scosse di assestamento.
Il bilancio delle vittime è in continuo aumento. Alle 12.30 colombiane è di 111 morti e 87 feriti, come ha riferito il presidente Abelardo dela Espriella nel suo primo messaggio pubblico al termine della riunione del Comando Unificato dell’emergenza. Il presidente ha riferito che a partire da adesso sarà il governo a fornire le cifre ufficiali riguardanti le vittime e i danni del sisma. “Il governo nazionale ha dispiegato tutte le sue capacità, la priorità è salvare le persone sotto le macerie”, ha affermato dela Espriella. Il presidente colombiano ha confermato che verrà decretato lo stato di calamità nazionale e ha annunciato che tutte le informazioni verranno convogliate al Comando unificato che pubblicherà rapporti aggiornati ogni due ore circa. Il primo bilancio fornito dal capo dello Stato riferisce anche di “1.575 abitazioni colpite, 37 abitazioni completamente distrutte, 61 edifici crollati, 18 centri di salute colpiti, 52centri educativi e 17 centri comunitari colpiti, 18 strade danneggiate e sei aeroporti colpiti”. De la Espriella ha inoltre riferito che il coordinamento degli aiuti internazionali sarà a carico del ministero degli Esteri mentre l’aiuto alla popolazione verrà gestito dalla first-lady, Ana Lucía Pineda.
“La situazione è grave”, ha affermato la governatrice locale Dilian Francisca, aggiungendo di trovarsi presso l’Ospedale Universitario del Valle, dove si sono verificati “crolli in alcune aree”. Il governo colombiano, attraverso il Comando unificato guidato dal presidente De La Espriella, ha appena approvato la dichiarazione di disastro di carattere nazionale per far fronte all’emergenza provocata dal terremoto di oggi. Lo fa sapere la stampa locale.
Secondo un primo bollettino ufficiale fornito dall’Aeronautica civile della Colombia, dopo il terremoto di magnitudo 7.4 si sono registrati danni agli aeroporti di Pereira, Manizales, Quibdo, Armenia, Cartago e Buenaventura. “Per motivi di sicurezza, le operazioni aeree in questi scali rimangono sospese fino alla valutazione dei danni strutturali alle infrastrutture”, si legge in un post pubblicato dall’Aeronáutica Civil sui social. Secondo quanto si osserva dalle immagini televisive sono collassati almeno quattro piani di un settore dell’ospedale. “Il crollo interessa il 30% della struttura e in particolare l’ala pediatrica e di terapia intensiva”, ha confermato il dr. Irne Torres a Radio Caracol, parlando di “un dramma nel dramma” provocato dal sisma. “Non possiamo ricevere altri pazienti e abbiamo bisogno di sangue, il 100% dei ricoverati sono stati evacuati nei giardini perché l’intera struttura è danneggiata, si tratta di un’emergenza assoluta”, ha aggiunto. Torres ha riferito inoltre di danni anche alla struttura ospedaliera associata nel municipio di Cartago, un municipio più vicino all’epicentro del terremoto a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocò. “Anche lì ci segnalano il crollo di una parte dell’edificio”, ha detto.
“Leggo con apprensione gli aggiornamenti sul violento terremoto che ha colpito la Colombia. In queste ore difficili, l’Italia si stringe al popolo colombiano, alle famiglie colpite e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza”. Così con un post sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
