Deputato e responsabile del programma di Fratelli d’Italia, componente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid, Francesco Filini è tra gli esponenti maggiormente impegnati nei lavori dell’organismo.A due giorni dall’audizione di Giuseppe Conte, Filini respinge le accuse di un’inchiesta a sfondo politico, annuncia una nuova convocazione dell’ex premier e di Roberto Speranza, torna sula questione degli acquisti delle mascherine e ribadisce la volontà di fare piena luce su una delle pagine più drammatiche della storia recente del Paese.
Onorevole Francesco Filini, qual è l’errore principale che imputate a Giuseppe Conte?
«C’è un lungo elenco di errori e opacità che riguardano il periodo Covid su cui questa Commissione di inchiesta, fortemente voluta da Fratelli d’Italia, sta indagando. Mettiamone in fila qualcuno. Il piano pandemico: non solo è rimasto fermo al 2006 ma è stato completamente ignorato. Eppure conteneva diverse indicazioni che se applicate avrebbero permesso di limitare i contagi e, di conseguenza, di salvare vite. E noi in questo senso abbiamo pagato un prezzo altissimo. Poi c’è il filone degli acquisti di mascherine, mediati da soggetti vicini alla sinistra a fronte di commissioni milionarie, da consorzi cinesi che non offrivano nessun tipo di garanzia. E infatti le mascherine sono state sequestrate perché giudicate inidonee e pericolose per la salute da tre perizie di laboratorio. Il resto è stato distribuito a medici, infermieri e forze dell’ordine. Penso che, da sola, questa vicenda meriti ulteriori approfondimenti. Non è una commissione che indaga contro qualcuno, è una commissione nata per fare chiarezza su fatti gravi come questi».
Dopo l’audizione ritenete che ci siano elementi per riconvocare Conte?
«Certo, verrà riconvocato a partire da settembre. E non perché vogliamo fargli il processo, ma come persona informata, più di altri, sui fatti. È lo stesso motivo per cui convocheremo anche l’allora ministro della Salute, Speranza. Conte ieri non ha risposto su tantissime questioni. Ne cito una su tutte: Conte sa che ci sono testimonianze rese alla Commissione nelle ultime settimane da parte di imprenditori che rifornivano la struttura commissariale? Cosa ne pensa della testimonianza dell’imprenditore che sostiene di aver versato 454mila euro a un ex collega di Conte per una consulenza preliminare?».
Conte ha parlato di una Commissione «politica» e di un plotone di esecuzione. Cosa risponde?
«Che la sua affermazione è una grave mancanza di rispetto verso il Parlamento e verso gli italiani. Ricordo che non molto tempo fa qualcuno si è dovuto dimettere per aver usato la stessa identica espressione nei confronti della magistratura. Ma si sa che il M5S spesso utilizza due pesi e due misure. Sulla pandemia sono state fatte commissioni di inchiesta in tutto il mondo. Diversi capi di governo dell’epoca si sono fatti audire senza battere ciglio, mentre lui ci ha messo due anni per presentarsi. Di cosa ha paura?».
Gran parte dell’intervento di Conte è stato dedicato al caso JC Electronics e alle accuse rivolte all’attuale governo. È stato un tentativo di spostare l’attenzione?
«Evidentemente sì. La vicenda della Jc Electronics, su cui il Tribunale di Roma ha accertato una grave negligenza della struttura commissariale condannando lo Stato italiano a risarcire l’azienda con oltre 200 milioni di euro, è emblematica della superficialità - per usare un eufemismo - della gestione Conte-Speranza. Gli errori sono stati talmente grossolani che l’avvocatura dello Stato ha deciso che la soluzione migliore per non sprecare altre risorse pubbliche era quello dell’accordo transattivo, che ha permesso di riparare ai danni risparmiando oltre 100 milioni di euro».
Se oggi doveste indicare una lezione istituzionale che il Paese deve trarre dalla pandemia, quale sarebbe?
«La tutela della salute pubblica non può calpestare i diritti fondamentali dei cittadini e i principi di trasparenza e responsabilità nell’amministrazione della cosa pubblica».
Quando la Commissione chiuderà i lavori, qual è il risultato concreto che Fratelli d’Italia vuole consegnare agli italiani?
«L’Italia ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane: conoscere la verità è un dovere. In questi anni dal lavoro della commissione Covid sono emersi fatti rilevanti e gravi. Chi di dovere farà ulteriori approfondimenti e valutazioni».
