Roma, quartiere Esquilino. Pradamano, paesino di tremila anime in provincia di Udine a 650 chilometri dalla Capitale.Stesso Paese, due mondi differenti ma, alla fine, due facce della stessa medaglia. Nei paradossi, talvolta, si racchiude la miglior cronaca della realtà. In Italia se occupi illegalmente un palazzo - come succede allo Spin Time di Roma - diventi un eroe, i vip si mobilitano per te, la stampa engagé ti identifica immediatamente con la mitologica e probabilmente mai esistita «meglio gioventù» (vedi Repubblica di ieri), la sinistra ti trasforma nell’ennesimo ultimo baluardo della democrazia di fronte all’avanzata delle solite e orribili destre.Dall’altra parte va in scena la mostrificazione. Tre ragazzini tra i 13 e 14 anni, nel succitato paesino del Friuli, si mettono a vendere limonata nel cortile di casa per racimolare un piccolo gruzzoletto e acquistare un motorino. Un passante, tanto impiccione quanto ubriaco di statalismo e burocrazia, denuncia tre adolescenti che cercano di spremere un po’ di libertà. La giustizia (sic) fa il suo corso e la bottega chiude i battenti. E chiude perfettamente anche la metafora della nostra società. Se i tre minuscoli imprenditori avessero occupato o rubato o spacciato, probabilmente nessuno si sarebbe indignato e, anzi, più di qualcuno avrebbe difeso le loro poco libere imprese. Questa, per noi, è la meglio gioventù. E non abbiamo dubbio alcuno su quale sia la peggiore.
