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Gualtieri (ed Elly) stanno con il centro sociale abusivo

Dopo il “no” alla vendita dello Spin Time, il dem si presenta in assemblea

L'assemblea pubblica organizzata da Spin Time, all'indomani del rifiuto dei proprietari dell'immobile ad accettare un accordo ponte che desse al Comune l'immediata disponibilit� dell'edificio, Roma, 7 agosto 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Botta e risposta tra il Campidoglio e la proprietà di Spin Time. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dopo lo stop alla soluzione ponte studiata per consentire il rientro degli sfollati nello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, occupato per 13 anni ed evacuato dopo l’incendio di fine luglio, aveva dato la colpa della trattativa saltata alla proprietà, Investire, che gestisce il Fondo Immobili Pubblici titolare dell’immobile. Che ieri ha replicato, precisando di non aver chiuso al dialogo con il Comune, ma di non poter consentire alcun utilizzo dell’edificio prima di un’eventuale cessione, che avrà tempi inevitabilmente lunghi. Il motivo? Secondo Investire, il sopralluogo effettuato insieme ai consulenti tecnici e legali mercoledì avrebbe portato a escludere la sussistenza delle «condizioni di legalità e sicurezza» necessarie per consentire il rientro anche se temporaneo degli ex occupanti. Il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme, spiegano,

è sottoposto a sequestro giudiziario e sarebbe in cattive condizioni di manutenzione, e un eventuale rientro di inquilini e attivisti esporrebbe la società e i suoi amministratori a responsabilità civili e penali. Ma sulla vendita, Investire è ancora disponibile.

Ieri, però, Gualtieri ha rilanciato. Presenziando all’assemblea organizzata nel pomeriggio al presidio allestito davanti allo stabile, portando la propria solidarietà e definendo gli occupanti «una comunità che ha saputo costruire un percorso di integrazione, solidarietà ed emancipazione». Per il sindaco, Spin Time ha svolto «una funzione pubblica», offrendo un tetto e servizi a persone fragili. Morale, il primo cittadino assicura che il Campidoglio cercherà una sistemazione per gli sfollati, e parallelamente sposta il focus sulla polemica politica, denunciando la mancanza di supporto da parte della Regione Lazio, del Governo e della Ue. «Faremo da soli», ha attaccato Gualtieri:

«Spin Time non è stato solo una casa, ma anche un laboratorio sociale e culturale di grande vitalità». Intanto, a sostegno dell’esperienza di Spin Time si è mosso anche il mondo della cultura e della ricerca. E ieri a portare solidarietà agli attivisti è arrivato anche il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, chiedendo, con una lettera aperta, che venga individuata una soluzione capace di salvaguardarne il patrimonio umano e culturale. Per Parisi, quella di Spin Time è una iniziativa «fondamentale» per ridurre diseguaglianze ed emarginazione. Sul tema è intervenuta anche Elly Schlein: «Voglio ribadire la mia e nostra piena solidarietà alla comunità dello Spin Time, e il supporto al sindaco Gualtieri... La casa è un diritto fondamentale e noi continueremo a difenderlo».

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