Lino Banfi è un gigante come artista e come uomo, ed è un padre meraviglioso, un nonno unico, pure un bisnonno affettuoso ed è da oltre 25 anni Ambasciatore Unicef, Membro dell’Unesco e Cavaliere di Gran Croce. Eppure ha rischiato di diventare un delinquente.
Già, perché nell’Italia del dopoguerra la miseria andava a braccetto con la pericolosità della vita, lo riferisce anche nel suo libro HarperCollins 90 non mi fai paura (ha compito 90 anni l’11 luglio). Mi ha raccontato: «Una banda di napoletani un Natale, mi propose di fare il palo per svaligiare un appartamento, visto che i proprietari erano in ferie. E se arrivavano gli sbirri dovevo cantare ‘O sole mio. Mi davano tanti soldi. Ma mentre aspettavo in strada capii della cazzeta che stavo facendo. Quei napoletani capirono che ero negato, mi perdonarono pure».
