“Era nato per cambiare la politica, poi la politica ha cambiato il MoVimento, ma le domande che lo hanno fatto nascere sono ancora tutte qui”, scrive Grillo, ricordando come temi quali il reddito di cittadinanza, il limite dei due mandati, la democrazia diretta e la transizione ecologica siano, a suo giudizio, stati progressivamente svuotati di significato. “Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”, afferma.
“Il Movimento ha cominciato a occuparsi di se stesso”
Nel suo intervento, l’ex garante sostiene che il M5S abbia progressivamente smesso di dare risposte ai problemi del Paese, concentrandosi invece sulle proprie dinamiche interne. “Il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere”, scrive. Grillo amplia poi la riflessione alla crisi delle democrazie occidentali, affrontando temi come immigrazione, partecipazione politica e rischio di derive autoritarie. Secondo il fondatore del Movimento, il disagio legato ai flussi migratori viene spesso strumentalizzato dal dibattito politico anziché affrontato con soluzioni concrete. “Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista”, osserva, sostenendo che il programma politico dovrebbe ripartire “dall’ascolto” dei cittadini e da risposte che guardino oltre “il prossimo sondaggio”.
L’intelligenza artificiale e il reddito universale
Una parte consistente del messaggio è dedicata all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro. Grillo si interroga su chi beneficerà della ricchezza prodotta dall’automazione e rilancia il tema del reddito universale. “Se una parte delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi riceverà la ricchezza prodotta?”, domanda, aggiungendo che “persino alcuni protagonisti della rivoluzione tecnologica parlano di reddito universale”. Da qui la proposta: “Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall’automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione”.
Sanità, dati e democrazia digitale
L’ex garante affronta anche il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla sanità, chiedendosi chi controllerà gli strumenti tecnologici e la gestione dei dati sanitari. Allo stesso tempo torna su una delle sue storiche battaglie, quella contro il cosiddetto “capitalismo della sorveglianza”, denunciando il crescente potere delle grandi piattaforme digitali nella raccolta dei dati personali. Infine rilancia il tema della democrazia diretta. Secondo Grillo, le nuove tecnologie potrebbero consentire una partecipazione molto più ampia dei cittadini alle decisioni pubbliche, limitando il peso degli apparati di partito e rendendo gli eletti maggiormente responsabili nei confronti degli elettori.
