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Nazionale

No Tav, la regia di Askatasuna “capace di organizzare un giubileo”

Nel weekend è previsto un nuovo assalto ai cantieri ma gli antagonisti dicono: “Sarà solo una battitura”

“Potrebbe pianificare un giubileo”. È così che la Digos, come riferisce il Corriere della sera, ha commentato la capacità organizzativa di Askatasuna nei giorni della violenza in Valle di Susa. Secondo gli investigatori ci sarebbe proprio il centro sociale torinese alla regia dell’assalto condotto sabato pomeriggio ai cantieri dell’alta velocità, che ha portato al ferimento di quasi 150 agenti e a danni milionari, tanto che la procura ipotizza di procedere per terrorismo. Il “Blocco Nero” che si è mosso dal campeggio degli antagonisti fino ai cantieri era organizzato in modo eccellente: c’erano schemi, preparazione e ordine nei movimenti. Non è stato lasciato nulla al caso, segno che tutto era pianificato affinché la manifestazione andasse esattamente in quel modo.

E infatti dall’area dei No Tav nessuno ha parlato di infiltrati, nessuno si è dissociato dalla violenza del “Blocco Nero”. Anzi, dal movimento è stato perfino rivendicato quanto accaduto: “Siamo tutti black block”. E benché ci fosse un’ampia componente straniera, la regia e l’organizzazione erano proprio del centro sociale per chi indaga, con buona pace di Elly Schlein e di quanti hanno cercato di fare dei distinguo, che non c’erano, perché quello era il Movimento No Tav, senza infiltrati e senza agenti alieni. Askatasuna, fin dall’inizio della sua attività, ha fagocitato il movimento, ne ha preso il controllo per questo tipo di azioni. I cortei partono sempre pacifici ma, come da copione, a un certo punto in testa arriva il “Blocco Nero”, che sono gli stessi che hanno preso parte alla marcia precedente dalle retrovie, dove hanno avuto modo e tempo di cambiarsi per travisarsi e iniziare quella che è il vero cuore della manifestazione. Il Festival dell’Alta Felicità da cui tutto è nato è uno dei grandi interrogativi. In passato vi ha partecipato anche Zerocalcare ma non è noto chi lo finanzi, perché a parte il cibo che si paga (prezzi quasi simbolici) tutto il resto è gratuito. Compreso il campeggio.

Giulia Caveglia, gip del tribunale di Torino, sostiene che l’obiettivo dei No Tav sabato “arrecare più danni possibili ai cantieri e alle forze dell’ordine”. Non c’erano rimostranze ecologiche o sociali dietro, solamente la volontà di fare guerriglia. grazie a una “azione violenta preordinatamente concertata”, con centinaia di dimostranti suddivisi in gruppi diversi che, operando In maniera organizzata, hanno dato l’assalto alle recinzioni del cantiere riuscendo anche a forzarle in almeno tre punti e ad irrompere all’interno del perimetro. Un obiettivo che “è stato in effetti raggiunto”, vista “l’'entità e la gravità dei danni alle strutture” e visti i 148 appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti, 9 dei quali hanno presentato denuncia. E questo weekend potrebbe replicarsi l’assalto: è in programma un nuovo campeggio a Venaus degli stessi soggetti, dall’area anarchica ai collettivi. E il rischio che si ripetano nuovi scontri è altissimo anche se dagli antagonisti giurano: “Sarà solo una battitura”.

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