Arancia meccanica nell’albergo in via Balbi

Lei ha un fisico minuto e un faccino che la fa apparire più giovane dei suoi 32 anni. Lui, un anno di più, sembrava una persona per bene e quando le ha chiesto una stanza d’albergo nessuno ha avuto dubbi che potesse essere un mostro. «È stato un incubo» ha detto in lacrime l’impiegata di un albergo di via Balbi, sequestrata, picchiata e violentata da un cliente romeno che con una scusa l’ha fatta entrare in camera dopo mezzanotte. La ragazza, una sudamericana che da vent’anni vive a Genova e parla un ottimo italiano, era alla fine del suo turno di lavoro alla reception dell’hotel a conduzione familiare che si trova nella via del centro storico a due passi dalla stazione Principe. Una zona che oggi non appare più come qualche anno fa, quando era davvero malfamata e nonostante la presenza degli studenti universitari di Lettere di Giurisprudenza al mattino, dopo una certa ora del pomeriggio diventate terra di nessuno, piena di balordi.
Adesso il lavoro paziente della gente che lì vive e svolge attività economiche l’ha cambiata la faccia di via Balbi. E anche il lavoro del Comune (...)
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