Negli ultimi anni abbiamo discusso del fischio rivolto alle donne per strada, chiamato “catcalling” (sebbene nessuno chiami un gatto fischiando, non l’ho mai capito) e in ogni caso considerato ormai una forma di corteggiamento scorretto, certamente cafone (in generale, se poi è Brad Pitt a fischiare magari c’è chi gradisce). Tuttavia non voglio parlarvi di fischi umani, piuttosto dei fischi dei delfini. Stephanie King li studia da tempo, in particolare i delfini di Shark Bay, in Australia occidentale. Stephanie ha studiato a lungo i “signature whistles”, i fischi individuali che funzionano come segnali di identità. Sono segnali vocali distintivi, sviluppati individualmente, che permettono il riconoscimento, una vera e propria informazione d’identità.
Il suo ultimo studio (firmato con altri ricercatori) pubblicato su PNAS sostiene che le femmine di delfino tursiope indo-pacifico, nella popolazione appunto di Shark Bay, riconoscono i maschi dal loro “fischio firma”, e reagiscono evitando più nettamente i richiami dei maschi che in passato hanno mostrato più comportamenti coercitivi verso le femmine. Se li riconoscono come individui problematici e aggressivi li evitano il più possibile.
I delfini maschi, con quel sorrisetto stampato in faccia (che hanno anche le femmine senza poterselo togliere), durante la stagione riproduttiva possono cooperare in coppie, trii o alleanze più ampie per “radunare” e trattenere una femmina in quelli che vengono chiamati consortships, eventi di accoppiamento che possono durare da ore a settimane. Già, in natura le cose non sono quasi mai idilliache come crediamo (d’altra parte gli idilli l’abbiamo inventato noi), altro che catcalling.
In questi contesti di accoppiamento cordinato i delfini maschi, così carini quando vi “sorridono” dall’acquario, possono limitare i movimenti della femmina e tenerla in aree favorevoli al proprio gruppo e difenderla da rivali, e il comportamento può includere morsi, colpi, cariche e altre forme di coercizione, con costi per le femmine, tanto fisici (ferite vere e proprie) quanto in termini di tempo sottratto al foraggiamento.
Tuttavia, qui viene il bello: la femmina del delfino non dimentica. Riconosce il fischio del maschio violento e si comporta di conseguenza (il titolo tecnico del paper è già abbastanza eloquente: Female dolphins use individual vocal labels to track coercive males). Attenzione: così come non tutti le persone sono uguale, lo stesso vale per i delfini. Alcuni maschi hanno tassi di coercizione più alti di altri, per cui non è “il maschio delfino” violento di per sé, ci sono differenze individuali.
La femmina non reagisce semplicemente al maschio in quanto maschio, reagisce a certi maschi, riconoscibili dal loro segnale vocale. Morale della favola delfinesca: dimmi come fischi e ti dirò chi sei: se sei uno stronzo ti riconosco, anche se sorridi sempre come un imbecille.