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Attualità

Adolescenti e social, tutti contro Meta. Giusto, ma l’elefante nella stanza è TikTok

(FILES) (Mark Zuckerberg, CEO of Meta, looks on during the US Senate Judiciary Committee hearing "Big Tech and the Online Child Sexual Exploitation Crisis" in Washington, DC, on January 31, 2024. Opening arguments begin on August 18, 2026, in the federal trial of Meta, the social media titan accused of deliberately making Instagram and Facebook platforms addictive to children, with a coalition of states seeking $200 billion dollars in penalties. In what many experts have called social media's "big tobacco moment," Meta stands charged with harming children by using technology specifically designed to foster addiction among young users in a similar fashion to cigarettes. (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

Avete figli minorenni o adolescenti? Io devo stare attento a mia figlia perché usa TikTok, così come le sue amiche usano TikTok, e tutti i loro amici di amici usano TikTok. E allora come mai Meta sta subendo un processo che potrebbe costarle fino a 1.400 miliardi di dollari di sanzioni, una cifra dell’ordine del valore dell’intera società, e si parla così poco di TikTok?

Attenzione, non sto dicendo che Meta sia innocente, anzi. Casomai Zuckerberg ha adottato da tempo proprio il modello reso dominante da TikTok: video brevi e sempre più idioti, scroll infinito e un algoritmo che impara rapidamente cosa mostrarci per impedirci di smettere di guardare. Da notare: Instagram con Reels e YouTube con Shorts sono arrivati dopo, visto il successo di Tik Tok.

E i numeri dicono che tra gli adolescenti americani dai 13 ai 17 anni TikTok viene usato quotidianamente dal 61 per cento, Instagram dal 55 e Facebook appena dal 20. Il 21 per cento dice addirittura di usare TikTok “quasi costantemente”, contro il 12 per cento di Instagram e il 3 di Facebook. In Italia non vedo statistiche altrettanto precise, e neppure in Europa: curioso, visto che l’Europa regolamenta praticamente tutto.

E allora come mai i telegiornali parlano soprattutto di Meta come responsabile dei danni agli adolescenti? Perché Instagram e Facebook sono oggetto di un unico maxiprocesso partito dall’azione di 29 Stati americani, mentre TikTok è sì sommersa di cause, tuttavia molte si risolvono con transazioni separate e richiamano meno l’attenzione. Ciò nonostante proprio ieri i senatori americani Marsha Blackburn e Richard Blumenthal hanno chiesto spiegazioni a TikTok su un esperimento interno del 2021: la società avrebbe modificato l’algoritmo per ridurre l’esposizione ripetitiva a contenuti potenzialmente dannosi, misurando contemporaneamente quanto questa maggiore sicurezza riducesse l’engagement, ovvero la capacità dell’app di tenerci incollati. I senatori vogliono sapere che cosa TikTok abbia imparato da quell’esperimento. Una cosa la sappiamo già: cinque anni dopo gli adolescenti sono ancora incollati a TikTok.

Altra cosa: singolare che gli Stati Uniti mettano sotto il microscopio innanzitutto una propria azienda (la spiegazione è quella suddetta, del maxiprocesso), mentre un telespettatore medio rischia di non sentire quasi mai parlare di TikTok, l’elefante cinese nella stanza.

D’altra parte noi quasi vecchi siamo a rischio di essere rimbecilliti da Instagram, e i vecchi da Facebook, la Villa Arzilla dei social network. Una cosa è certa: se Qualcuno volò sul nido del cuculofosse girato oggi, Jack Nicholson avrebbe avuto molta più difficoltà a organizzare la rivoluzione nel manicomio. Prima avrebbe dovuto convincere tutti a smettere di scrollare. E non sono sicuro neppure che l’indiano avrebbe sfondato il muro sradicando il lavandino. Sarebbe tornato a guardare un fesso che lo faceva per avere views su Facebook.

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