Luna è il nome più scelto dagli italiani per cani e gatti. Nell’epoca in cui tutti vogliono distinguersi, finiamo per assomigliarci anche quando battezziamo chi amiamo. Mentre gli umani si affannano a costruirsi un’identità irripetibile, i loro animali finiscono sotto lo stesso satellite. Luna è poetico senza essere impegnativo, romantico senza richiedere cultura. È l’originalità a rischio zero, il mistero in formato domestico. C’è qualcosa di divertente nel fatto che il nome piaccia tanto ai proprietari di cani quanto a quelli di gatti, creature sulle quali proiettiamo caratteri opposti. La Luna mette tutti d’accordo. È breve, sonora, facile da pronunciare al parco, dove la sua unicità si dissolve nel coro di altri proprietari che chiamano la stessa Luna. Racconta una contraddizione contemporanea. Vogliamo animali speciali, che rispecchino il nostro sentirci unici, ma li chiamiamo con il nome più condiviso del condominio. È la nostra velleità di essere dei Braveheart. Ci raccontiamo eccentrici, impossibili da imbrigliare... E poi la nostra voglia di avventura non va oltre il dimenticarsi le vitamine al mattino. Siamo succubi di rapporti malati, conti in banca, dello spazietto che ci siamo circoscritti. Ci rappresentiamo capaci di romanticismi epici e poi non siamo in grado di mezza fantasia spiazzante, di nessun azzardo. Restiamo schiacciati sotto al tacco della prima scarpa dozzinale. E siccome i nostri inconfessabili limiti li conosciamo, ci rifacciamo sugli animali. Creature incondizionatamente dedite (anche) al peggio di noialtri. Cerchiamo l’eccezionalità attraverso la scelta del loro nome che non comporta alcun rischio. Luna sembra speciale senza essere particolare. Il dato statistico si arrende alla vita: per ciascun proprietario la propria Luna è diversa da tutte le altre. Il vero paradosso non è che migliaia di italiani abbiano scelto Luna, ma che ciascuno riesca a pronunciarlo come se nessuno, prima di lui, avesse mai chiamato così un animale. È la nostra forma più innocente di narcisismo: credere che anche una parola di tutti, pronunciata dalla persona giusta, diventi soltanto nostra.
