Ci sono compleanni che invitano a guardarsi indietro e altri che servono soprattutto a tracciare la strada verso il futuro. Mercedes-Benz ha scelto Roma e la nuova Classe S per celebrare i 140 anni dell’automobile, trasformando una serata nel cuore della Capitale in un viaggio attraverso un secolo e mezzo di invenzioni, sicurezza, eleganza e progresso.
Tutto cominciò nel 1886, quando Carl Benz depositò il brevetto della Patent-Motorwagen. Non era soltanto una carrozza privata dei cavalli, ma l’inizio di un nuovo mondo. Da allora la Casa della Stella non si è limitata a costruire automobili: ne ha spesso riscritto le regole.
Mercedes ha introdotto la scocca con cellula di sicurezza e zone a deformazione programmata, ha portato nel 1978 sulla Classe S il primo sistema ABS digitale di serie, seguito nel 1981 dall’airbag per il guidatore. Nel 1995 è arrivato l’ESP, capace di correggere le perdite di stabilità, mentre nel 2002 il sistema PRE-SAFE ha insegnato all’automobile a prepararsi a un incidente prima ancora dell’impatto. Quando l’elettronica e i microprocessori erano ancora una promessa, a Stoccarda erano già diventati strumenti per proteggere chi viaggiava.
È questa storia che Mercedes-Benz Italia ha voluto raccontare sotto il cielo romano, nella città che da oltre cinquant’anni ne ospita il quartier generale. Attorno al presidente e amministratore delegato Marc Langenbrinck si sono riuniti clienti, stampa, partner e alcuni dei principali protagonisti della distribuzione automobilistica italiana: Plinio Vanini, presidente di Autotorino, Luca Trivellato, amministratore delegato di Trivellato, e Francesco Maldarizzi, alla guida del gruppo omonimo.
“Le date importanti si festeggiano in famiglia e con gli amici”, ha ricordato Langenbrinck, sottolineando come anche critiche e difficoltà abbiano contribuito alla costruzione di automobili capaci di diventare punti di riferimento per un intero settore. Una famiglia allargata, dunque, riunita attorno alla più autorevole delle sue ambasciatrici: la nuova Classe S.
L’ammiraglia della Stella si presenta con l’aggiornamento più profondo mai realizzato all’interno della stessa generazione. Oltre il 50% della vettura, circa 2.700 componenti, è stato sviluppato nuovamente o riprogettato. La griglia anteriore cresce del 20%, si illumina e accoglie stelle cromate tridimensionali. Per la prima volta può illuminarsi anche la Stella sul cofano, mentre i nuovi fari Digital light adottano una firma a doppia stella, ripresa posteriormente dai gruppi ottici con tre elementi luminosi.
Il lusso, quello istituzionale, della Classe S: diventa sempre più personale. Il programma Manufaktur Made to Measure permette di scegliere tra più di 150 colori per la carrozzeria e oltre 400 tonalità per gli interni. Una possibilità di personalizzazione che avvicina l’automobile al mondo della sartoria e dell’alto artigianato.
La vera rivoluzione è però nascosta sotto la pelle. Il nuovo sistema operativo MB.OS collega assistenza alla guida, infotainment, dinamica del veicolo e servizi digitali in un unico ecosistema aggiornabile a distanza. Dieci telecamere, cinque radar e dodici sensori a ultrasuoni osservano ciò che accade attorno alla vettura, mentre un supercomputer elabora le informazioni e alimenta i sistemi MB.drive.
Anche l’intelligenza artificiale entra nel salotto della Classe S. La quarta generazione del sistema MBUX integra differenti tecnologie, da ChatGPT-4o a Microsoft Bing e Google Gemini, per trasformare “Hey Mercedes” in un assistente capace di sostenere conversazioni, ricordare il contesto e adattarsi alle richieste degli occupanti. Davanti agli occhi, il Superscreen riunisce sotto un’unica superficie in vetro lo schermo centrale da 14,4” e quello dedicato al passeggero da 12,3. Sotto il cofano sopravvive, fortunatamente, anche la grande meccanica. La S 580 4MATIC a passo lungo conserva un V8 da 537 cavalli e 750 Nm, affiancato da motori a sei cilindri benzina e diesel e da versioni ibride plug-in capaci di percorrere circa cento chilometri in modalità elettrica. Le sospensioni pneumatiche leggono in anticipo dossi e irregolarità, mentre l’asse posteriore sterzante, fino a dieci gradi, riduce di quasi due metri il diametro di svolta della limousine.
La nuova Classe S non è soltanto un’ammiraglia. È ancora una volta un laboratorio viaggiante, il luogo nel quale Mercedes sperimenta ciò che domani potrebbe diventare patrimonio comune dell’automobile. Dopo 140 anni, la Stella non celebra quindi soltanto ciò che ha inventato. Ricorda che l’innovazione ha davvero valore quando smette di essere un privilegio tecnologico e comincia a migliorare la vita, il comfort e la sicurezza di tutti.
È accaduto con l’ABS, l’airbag e l’ESP. Oggi la stessa sfida passa attraverso software, sensori e intelligenza artificiale. Cambiano gli strumenti, ma non l’ambizione: continuare a immaginare l’automobile prima degli altri.