Una dea tra gli dei. È Ferrari Amalfi Spider, la 2+2 cabrio con motore V8 biturbo centrale-anteriore da 640 cavalli, sinuosa come una moderna Afrodite, dea greca della bellezza, e statuaria come le colonne doriche del tempio di Apollo, che si erge nell’Acrocorinto. E dunque il test drive non poteva che essere a Corinto, nel Peloponneso, qui dove tutto rimanda alle forme pure ed eterne. Come quelle di Amalfi Spider con una silhouette morbida e minimalista di 4.66 metri che sembra modellata dagli archistar dell’antichità, chiusa da un soft top in tessuto sartoriale o in tessuto tecnico dalla trama quasi tridimensionale, che in 13,5 secondi, anche in marcia fino a 60 km/h, con un perfetto meccanismo millimetrico consente di connettersi con il cielo e di intrecciare i propri pensieri al vento. E di partire, nonostante i 42 gradi e l’allerta incendi, per un viaggio open air tra storia e tecnofuturo.

Basta accendere l’iconico tasto di accensione Engine Start, riposizionato dagli ingegneri Ferrari per creare già al momento dell’avviamento una liason tra la vettura e chi è al volante, perché il rombo del V8 biturbo da 3.9 litri, ossia 640 Cv a 7.500 giri al minuto e 760 Nm di coppia, diventi subito un’eco che sembra rimbalzare tra le pareti del Canale di Corinto e diffondersi nei due mari che collega, Egeo e Ionio, con la potenza di un coro antico. Tutt’attorno l’abitacolo riprende l’impostazione di Ferrari Amalfi Coupé con il doppio cockpit e un display centrale a collegarli, mentre la configurazione 2+2 permette di utilizzare i sedili posteriori per viaggiare con 2 bambini o per aumentare la capacità di carico. Amalfi spider sembra danzare tra le curve che portano nelle montagne dell’entroterra con leggerezza sorprendente. Lo sterzo è quasi telepatico, le sospensioni assorbono le imperfezioni dell’asfalto senza sottrarre precisione, mentre l’aerodinamica mantiene la vettura stabile anche quando la velocità aumenta (da 0 a 100 km/h in 3.3 secondi, velocità massima 320 km/h) mentre la tecnologia brake by wire, che sostituisce il collegamento meccanico o idraulico tra il pedale del freno e le ruote con sensori e centraline elettroniche, enfatizza la frenata garantendo un controllo millimetrico della guida.

Amalfi Spider, sulle strade da gennaio con un prezzo d’attacco di 270mila euro, è un po’ come Giano bifronte: si può guidare con la medesima emozione e performance sia con la capote aperta, che si ripiega con un ingombro ridotto di 220 mm per massimizzare la capacità del bagagliaio (255 litri a tetto chiuso e 172 litri a tetto aperto), per un viaggio nella natura e nelle emozioni immersivo e silenzioso perché il sistema di wind deflector integrato nello schienale della panchetta posteriore e azionabile con un tasto migliora il comfort eliminando i fruscii che entrerebbero nell’auto durante la guida all’aria aperta (peccato vada però riposizionato manualmente), sia con capote chiusa per la vita di tutti i giorni, merito di un isolamento sonoro e termico reso possibile da un tessuto acustico a cinque strati con prestazioni allineate a quelle di un tetto rigido retrattile Ferrari.

E passando nei villaggi Amalfi Spider fa girare la testa non soltanto per il rombo inconfondibile del motore ma per il colore, il nuovissimo Ferrari Rosso Tramonto, una tonalità intensa dalle sfumature aranciate che arricchisce il viaggio cromatico dell’Amalfi, personalizzabile in una palette senza fine, e riflette la tinta che ogni sera dipinge il confine tra mare e cielo.
