Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una miniriforma contenuta nel decreto legislativo recante disposizioni “in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale” in base alla quale a partire dal 1° gennaio 2028 cambierà in modo significativo la gestione del bollo auto.
Le tariffe e i parametri di calcolo resteranno invariati, mentre cambieranno i tempi e le procedure di riscossione. L’innovazione principale per i proprietari riguarda il calendario dei versamenti: il termine di pagamento del tributo non sarà più legato alle consuete scadenze fisse ma verrà calcolato sulla base del mese di immatricolazione dell’auto. Il nuovo quadro normativo, anche se per il testo definitivo del provvedimento sarà necessario attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, includerà specifiche direttive anche per il mercato dell’usato, per le auto a noleggio e per i veicoli sottoposti a fermo amministrativo.
In base a quanto stabilito dal decreto legislativo sulle imposte locali e regionali, la riforma del 2028 non altera la struttura fondamentale della tassa: la somma dovuta continuerà a dipendere dalla potenza in kW, dalla classe ambientale del veicolo e dalle tariffe applicate dalla propria Regione. Quest’ultima conserverà la prerogativa di ritoccare i costi, rimanendo comunque sempre entro le soglie stabilite dalla legge. Salvaguardati anche i principali benefici fiscali e le esenzioni correnti, a partire dalle agevolazioni previste a livello locale per quanto riguarda le auto elettriche. Nessuna novità sul fronte superbollo, che continuerà a colpire i veicoli con potenza oltre i 185 kW.
Il cambiamento radicale dal 2028 riguarderà invece l’abolizione delle storiche scadenze fisse trimestrali (aprile, agosto e dicembre). La normativa legherà la tassa automobilistica gravante sulle vetture nuove al mese di immatricolazione, coprendo una durata di 12 mesi. Il primo pagamento avrà come scadenza l’ultimo giorno del mese successivo a quello di acquisto, mentre dal secondo anno in poi il termine ultimo sarà la fine del mese di immatricolazione: qualora un mezzo venga immatricolato a giugno, quindi, il primo esborso andrà effettuato entro fine luglio, mentre i pagamenti futuri scadranno sempre a fine giugno. Nessuna variazione è prevista per le auto già circolanti, che manterranno le scadenze periodiche già in vigore.
Novità positive anche sul versante della burocrazia per chi sbaglia ente destinatario del versamento. La nuova normativa cancella l’obbligo per il cittadino di richiedere la restituzione delle somme per poi saldare nuovamente il debito con la Regione corretta: saranno le amministrazioni territoriali a dialogare tra loro e a stornare direttamente l’importo all’Ente locale che ne ha diritto. Per quanto concerne le Regioni, la riforma apre alla possibilità di istituire una rateizzazione quadrimestrale della tassa per specifiche tipologie di mezzi.
Le nuove regole ridefiniscono la gestione fiscale delle auto a noleggio a lungo termine. Per individuare l’Ente destinatario del tributo, il criterio della sede legale della compagnia viene superato in favore del luogo di effettivo ed abituale utilizzo del veicolo. In più, la riforma fissa al 1° gennaio 2027 la partenza dell’obbligo di trascrizione al PRA per i contratti di noleggio senza conducente.
Sul fronte del commercio dell’usato, l’esenzione temporanea dal bollo per le auto destinate alla vendita sarà subordinata alla registrazione dell’atto di acquisto al PRA entro 60 giorni dal ritiro del mezzo. Quando la vettura usata troverà un compratore, quest’ultimo verserà l’importo calcolato per riagganciare la scadenza fiscale al mese in cui il veicolo era stato originariamente immatricolato.
Tra le novità più importanti quella inerente i veicoli sottoposti a fermo amministrativo. La presenza di un provvedimento cautelare da parte dell’agente della riscossione non farà decadere l’onere fiscale: il proprietario dovrà farsi comunque carico della tassa automobilistica, che continuerà ad accumularsi regolarmente anche nei mesi in cui il mezzo rimarrà fermo e inutilizzabile.
A vigilare sulla regolarità dei versamenti sarà l’ANTA, l’Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche: il database consentirà la condivisione istantanea dei dati tra lo Stato e le Regioni, ottimizzando l’efficacia dei controlli incrociati, la gestione dei flussi finanziari e la notifica delle anomalie.
