Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:20
In evidenzaAggiornato alle ore 04:20
Banche

Mps, offerte già in bilico verso l'assemblea dei soci

Al ceo Lovaglio servono i due terzi dei presenti per proseguire nella scalata a Bpm e Banca Generali. Ma si fa dura sui fondi, a partire da Blackrock

Azzardo Il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, ha puntato su una doppia Ops simultanea

La vera sfida per Luigi Lovaglio comincia adesso e si giocherà nei 67 giorni che mancano all’assemblea del Monte dei Paschi del 29 ottobre che sarà chiamata a votare separatamente sulle due Offerte pubbliche di scambio e sul dividendo straordinario da 4 miliardi. Mps è sotto passivity rule e per ottenere il via libera servirà una maggioranza dei due terzi del capitale presente, pari a circa il 66,6 per cento. Una missione che al momento sembra essere quasi impossibile guardando i numeri.

Lovaglio avrà sempre il sostegno compatto dei soci «amici» come all’assemblea di aprile? Sono passati più di quattro mesi, molte cose sono successe nel frattempo e dall’altra parte della barricata c’è un panzer come Intesa Sanpaolo che l’8 giugno ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi e che quindi gioca in netto vantaggio sul fronte dei tempi. Non è quindi scontato che Delfin (al 17,5%), impegnata nella complicata gestione della faida ereditaria e dell’impatto sullo sviluppo di EssilorLuxottica, si schieri nuovamente dalla parte di Lovaglio. Per il momento la cassaforte della famiglia Del Vecchio sembra tenersi alla larga dal ring mantenendo una posizione attendista. E in ogni caso il presidente Francesco Milleri punterà a promuovere il piano che riesce a valorizzare meglio l’investimento fatto sul Monte. Quanto al Banco Bpm, è sia socio di Rocca Salimbeni (con il 3,7%) sia target dell’offerta del banchiere lucano. Dovrà quindi tenersi fuori dalla partita perché parte in causa, potrebbe non presentarsi oppure partecipare senza votare. C’è poi l’altro socio forte del Monte, ovvero Caltagirone (al 13,5%): l’ingegnere romano si era già contrapposto a Lovaglio nella battaglia sul rinnovo del vertice e appare difficile immaginare oggi una ricomposizione proprio su due operazioni che rappresentano la scommessa più ambiziosa dell’amministratore delegato. Nel conto non dovrebbe inoltre entrare il 4,86% del ministero dell’Economia, destinato con ogni probabilità a non partecipare al voto o ad astenersi (sempre che al Tesoro non decidano di uscire definitivamente dalla mischia e cedere la quota rimasta prima di ottobre).

Il resto dei voti dovrà essere cercato nel vasto flottante istituzionale, che rappresenta oltre metà del capitale di Mps. Il mercato ha accolto freddamente la doppia offensiva da 34 miliardi: il titolo della banca senese ha perso terreno in Borsa dopo l’annuncio, mentre l’offerta di Intesa continua a incorporare un premio. Lovaglio spera comunque di convincere i fondi, soprattutto i big che lo avevano appoggiato in assemblea, a rimanere al suo fianco. I riflettori sono puntati sulle mosse del colosso americano Blackrock, che è azionista del Monte (con il 4,9%) ma anche del Banco Bpm e soprattutto è socio storico del gruppo guidato da Carlo Messina con il 5 per cento. Appare, dunque, poco probabile che scelga di sostenere una manovra nata esplicitamente per fermare l’Opas di Ca’ de Sass lasciando il certo (l’offerta di Intesa da quasi 3 miliardi di sinergie) per un progetto da 2,6 miliardi di sinergie da sprigionare in un assetto ancora incerto perché dovrà incorporare Mediobanca, Banco Bpm e Banca Generali.

A complicare la partita potrebbe arrivare anche l’esposto alla Consob cui sta lavorando Intesa. Nel mirino ci sarebbe il rispetto della passivity rule: l’articolo 104 del Tuf impone agli amministratori di non adottare misure che possano ostacolare un’Opa senza il via libera dei soci e prevede che, in presenza di offerte alternative, l’assemblea venga convocata tempestivamente. Mps l’ha invece fissata tra oltre due mesi, una tempistica che secondo i legali di Intesa consentirebbe al management di spendere tempo e risorse su una doppia difesa non ancora approvata. E se i rilievi venissero accolti, la Commissione potrebbe chiedere di anticipare l’assise.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.