Luigi Lovaglio cerca la sponda di Unicredit nella scalata al Banco Bpm. L’amministratore delegato di Mps, intervistato ieri da Bloomberg, ha definito «un’opzione» l’intervento del gruppo guidato da Andrea Orcel per l’eventuale cessione di filiali (per motivi Antitrust) a valle dell’operazione. Verso l’assemblea del 29 ottobre, in cui i soci di Siena dovranno votare sulle offerte lanciate su Bpm e Banca Generali, Lovaglio dice che i grandi soci Delfin e Caltagirone «potranno riconoscere» il valore del progetto e definisce lo spezzatino di Mps «un grosso problema» per il Paese. Il banchiere lucano si è detto fiducioso del supporto del Crédit Agricole (primo socio di Banco Bpm) e di Generali proprio per l’offerta su Banca Generali.
Intanto, il titolo di Intesa Sanpaolo, dall’annuncio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps fino alla chiusura di Borsa odierna, ha messo a segno un rialzo del 17,1%, leggermente superiore agli indici Euro Stoxx Banks (+15,3%) e Ftse Italia Banche (+16,7%). Ai prezzi attuali, il valore dell’offerta di Intesa è sostanzialmente allineato alla quotazione di Mps: la differenza è di circa l’1%. Diversa la situazione delle due offerte lanciate dal Monte: quella su Banco Bpm vale circa il 4% meno del prezzo delle azioni della banca sul mercato; quella su Banca Generali circa il 12% meno. Per chi possiede questi titoli, dunque, vendere in Borsa sarebbe oggi più conveniente che aderire alle offerte di Siena. Questo sarà uno dei nodi da affrontare per Lovaglio, qualora dovesse superare lo scoglio dell’assemblea. Lo sconto peraltro è presente fin dall’annuncio: in media è stato del 2% su Banco Bpm e del 10% su Banca Generali.
Ieri nel cda di Generali c’è stata un’informativa sull’offerta di Mps per la controllata Banca Generali. Il board del gruppo guidato da Philippe Donnet ha approvato la riorganizzazione del suo business italiano. Avverrà dunque la fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni in Generali Italia. L’operazione, che sarà perfezionata nel primo semestre 2027, è strutturata in modo da garantire la salvaguardia del marchio, dell’identità e della rete distributiva di Alleanza. Sempre ieri un report di Jefferies ha ridotto il giudizio a «hold» da «buy» dopo che il titolo di Generali ha corso tanto evidenziando che da quando il direttore generale Giulio Terzariol è entrato in Generali, il titolo è salito del 123% rendendo il Leone «uno dei migliori tra i titoli assicurativi» europei.
