Unicredit continua a muoversi anche sul mercato italiano. Il gruppo guidato da Andrea Orcel (in foto) non si preclude nessuna iniziativa, ma la strada preferita dal banchiere al momento sarebbe quella della costruzione di un’acquisizione «a rate». L’istituto di Piazza Gae Aulenti infatti è in pole position per accaparrarsi la quarantina di sportelli della Cassa di Orvieto, per un’offerta che - secondo varie indiscrezioni - sarebbe molto competitiva. Ed è in corsa anche per i 217 sportelli della Banca del Mezzogiorno (la ex Popolare di Bari) dove però ha la concorrenza di altri istituti, tra i quali Credem e Crédit Agricole: il responso è atteso a breve.
Ma i due dossier più promettenti sarebbero in realtà altri due: da un lato, in Unicredit si guarda con una certa attenzione il dossier Intesa Sanpaolo-Mps. Ai vertici dell’istituto c’è la convinzione che al termine dell’esame Antitrust dell’offerta di Intesa su Mps ci saranno altre filiali da cedere. Per alcune fonti di mercato sarebbero addirittura 200, ma è chiaro che si tratta di cifre totalmente ipotetiche in una fase in cui l’istitruttoria dell’Authority non si è ancora conclusa. Il gruppo guidato da Carlo Messina, del resto, si è già mosso in anticipo, mettendo in tasca l’accordo con Unipol per cedere 635 filiali, ma nel caso incontrasse ulteriori ostacoli potrebbe trovare sponda proprio in Orcel, pronto a raccogliere le ricche filiali del Nord. Ma c’è grande interesse anche per la partita Banco Bpm-Agricole: qualora i francesi muovessero su Piazza Meda per fonderla con la sua controllata Crédit Agricole Italia potrebbero avere bisogno di cedere un pacchetto di filiali in regioni ricche e interessanti come Emilia Romagna, Lombardia e Liguria.
Il gruppo di Orcel ha confermato a Bloomberg di essere interessato ad acquisire asset fuoriusciti dal risiko. Del resto, un’operazione di questo tipo potrebbe rivelarsi meno dispendiosa di un’Opa tradizionale. Va anche detto che Orcel ha abituato ad agire a fari spenti e potrebbero non essere un caso i rumor di un’offerta congiunta Agricole-Unicredit su Bpm: un’eventualità più remota, però visto il forte impegno sull’operazione Commerzbank.
Intanto, Unicredit ieri ha incassato la promozione degli analisti di Equita, i quali indicano come la presa di controllo di Commerz proietti «Unicredit come leader bancario paneuropeo». Il momento clou sarebbe il 19 maggio, quando ci sarà l’assemblea tedesca per rinnovare il Consiglio di sorveglianza. Per gli analisti lo scenario migliore sarebbe quello della fusione inversa Commerz-Hvb. Per questo vedono margine per Unicredit di raggiungere un target price di 100 euro.
