In quel Mondiale del 2006, Francesco Totti giocò 6 volte titolare e una subentrò dalla panchina, contro l'Australia, l'ultimo quarto d'ora, al posto di Del Piero. Eppure, in quei pochi minuti di quel tardo e afoso pomeriggio del 26 giugno a Kaiserslautern, segnò il gol più importante di tutta la carriera. Ricordiamo tutti il rigore conquistato da Grosso al 92', così come ricordiamo l'espulsione di Materazzi a inizio ripresa e come Lippi provò a ridisegnare la squadra, togliendo Toni per fare posto a Barzagli, dopo che già nell'intervallo aveva cambiato l'altro titolare Gilardino con Iaquinta. Eppure niente, i minuti passavano, l'Italia non segnava e l'Australia ci credeva. I supplementari strizzavano l'occhio più a loro che a noi, finché Totti lancia Grosso, da fermo e di sinistro, 40 metri da fantascienza.
Grosso entra in area, ne salta uno (Mark Bresciano, che in quell'estate passò dal Parma al Palermo), e poi un altro, che lo stende. O forse no, forse nemmeno lo tocca, è solo lui che cade. Meno male che il Var non c'era ancora: calcia Totti, che così entra nella storia. Nei quarti ci sarà Shevchenko.