Ma facciamo un passo indietro. Nellagenda dellassemblea dei soci lingresso di due nuovi nomi nel Cda della società di gestione, ovvero Lucio Stanca, ex ministro dellInnovazione, e Leonardo Carioni, a sostituire i dimissionari Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco, e Angelo Provasoli, nominato presidente del collegio sindacale, al posto di Dario Fruscio. Al terzo punto la ricapitalizzazione della società con 10 milioni di euro e la modifica dello statuto che introduce la figura del vicepresidente del cda, conferita a Stanca. Contraria al doppio incarico la Provincia, che non ha votato la modifica dello statuto che prevedeva la non cumulabilità della nuova carica di vicepresidente con quella dellad.
Polemica che si interseca con quella sulla carica di parlamentare di Stanca, su cui anche nei giorni scorsi si era levato un coro di indignazione. In prima fila sempre il presidente della Provincia, Filippo Penati: «Il fatto che Stanca non si dimetta da parlamentare dimostra che non ha fiducia nel futuro della società e dellExpo». Ma non la pensano così il presidente del Cda, Diana Bracco, per la quale «il legame di Stanca con Roma è molto importante perché vogliamo che tutto il Paese capisca limportanza di Expo», e Leonardo Carioni, consigliere del Tesoro per il quale «sarà una verifica della commissione elettorale della Camera a decidere sulleventuale incompatibilità». Da parte sua Stanca si dichiara disponibile a «dimettersi allistante se la Camera dovesse contestare lincompatibilità del doppio ruolo».
E mentre si susseguivano i botta e risposta il cda deliberava sui poteri e sui compensi dellad e vicepresidente della società: 300mila euro lanno più 150mila euro al raggiungimento degli obiettivi. Soddisfatta la Lega «per la decisione di stipendi più equilibrati e limitati». Un bel taglio, non cè che dire, rispetto a quei 700mila euro allanno chiesti inizialmente, contro i quali il Carroccio aveva annunciato battaglia.
Marta Bravi