Ancora lui, sempre lui, per la quarta volta in questo Tour, per la 25ª volta in carriera sulle strade di Francia, ma per la prima volta con la fatica dipinta sul volto. Perché nonostante tutto i giorni di corsa si fanno sentire e Jonas Vingegaard (4° a 44) ci mette tutto se stesso per provare a metterlo in difficoltà.
Grande Pogacar, ma grandi tutti gli officianti di questa corsa pazzesca, che non risparmia pedalate, che non misura la forza con il bilancino, ma questi ragazzi se le danno di santa ragione convinti che l'Imbattibile abbia comunque un punto debole, che al momento non è dato vedere.
Taddeo vince per la quarta volta tra il tripudio degli appassionati che invadono i Vosgi con torrenziale passione. Solo applausi, solo olé, solo incitamenti: per tutti. Vince per la seconda volta a Le Markstein, stavolta su un'inedita pista ciclabile che punta all'insù: tre anni fa il Tour l'aveva perso, quest'anno lo sta dominando (adesso il vantaggio su Vingegaard è salito a 4'30). Segnali di fatica, dicevamo, ma Pogacar anche ieri da segnali di forza assoluta. «Abbiamo dato un grande spettacolo dice la maglia gialla -, lo meritava la folla che c'era sull'ultima salita. Mai visto un pubblico così».
Alle sue spalle il compagno di squadra Isaac Del Toro e poi il giovanissimo Paul Seixas (19 anni), che fa
impazzire i francesi. Fatica ma non molla Remco Evenepoel, che resta 3° a 5'04 da Taddeo, appena davanti al petit garçon che è lì a 5'19 dalla maglia gialla. Oggi ancora montagna: si sale a Plateau de Solaison. Da non perdere.
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