Tornerà per la seconda volta, dopo aver ottenuto un terzo posto, per puntare stavolta al primo. Giusto il tempo di tirare il fiato, rimettere ordine nei pensieri, festeggiare il quinto successo al Tour tra la sua gente a Komenda, ed eccolo già pronto a rituffarsi nella mischia.
Taddeo ha deciso: tornerà dopo sette anni alla Vuelta (via il 22 agosto da Montecarlo, ndr). Fu il primo Grande Giro da lui disputato, nel quale ottenne la bellezza di tre vittorie di tappa, la maglia bianca di miglior giovane e il terzo posto finale. Da allora - era il 2019 - Taddeo non è più sceso dal podio di un Grande Giro.
Il suo staff ha analizzato i numeri fatti registrare durante il Tour: dati che non solo confermano il livello del campione che è, ma ne certificano anche una freschezza fisica finale tale da far pensare che lo sloveno abbia tutte le carte in regola per trionfare in Spagna, per poi puntare dritto anche al Mondiale, dove insegue un fantastico tris consecutivo. C’era un tempo in cui i corridori si accontentavano di raccogliere risultati di prestigio e poi si ritiravano in buon ordine. Oggi c’è la generazione Pogaar, che insegue i record e adora superare i propri limiti spostando sempre più in là l’asticella. Non è più un ciclismo sparagnino e anaffettivo: oggi Taddeo e compagni amano quello che fanno. Amano vincere, anche se poi a vincere è solo uno, e generalmente è sempre lui: Tadej Pogaar.
