La nuova versione dell’Odissea firmata da Christopher Nolan sta spopolando al cinema, dividendo il pubblico tra chi ha amato questa rilettura moderna e chi invece denuncia una mancanza di rispetto verso la fonte originale dell’opera cinematografica. Uno scontento che riguarda soprattutto il modo in cui il regista ha deciso di concludere la sua Odissea, scostandosi da quello che si può leggere nel poema epico di Omero. Nel portare sul grande schermo l’epopea di Ulisse (interpretato da Matt Damon), il regista di Oppenheimer non si è accontentato di trasporre il viaggio del prode Odisseo, riproponendo le tappe pedisseque del suo viaggio verso casa, ma ha voluto dare all’opera una lettura precisa e attuale. Ulisse non è solo l’uomo furbo e sagace che veleggia verso Itaca, ma è soprattutto un veterano di guerra che affronta il mare come se fosse il suo personale inferno, un soldato affetto da stress post-traumatico che deve fare i conti con le sue azioni. E mentre lui cerca di tornare a casa, dove l’amata Penelope (Anne Hathaway) lo aspetta, il mondo intorno a lui è fatto di minacce, dominato da un misterioso “popolo del mare” che sembra essere pronto a far iniziare una nuova guerra e a far crollare la civiltà.
Una struttura narrativa del genere ha fatto sì che Nolan sentisse il bisogno di modificare il finale della storia di Ulisse. Nell’Odissea di Omero, dopo il riconoscimento di Ulisse, che si sottopone ai test della moglie ma anche del padre per provare la propria identità, il poema mette l’eroe di fronte a coloro che hanno pagato maggiormente il prezzo del suo ritorno. Gli abitanti di Itaca, infatti, chiedono vendetta per la strage di Proci, sottolineando come Ulisse sia di fatto il mandante della morte di due generazioni di giovani di Itaca. Dapprima i giovani chiamati a salpare con lui per combattere la guerra di Agamennone e poi i Proci trucidati nella dimora del re. Quella che rischia di essere una nuova strage viene fermata però dall’intervento di Atena (che nel film ha il volto di Zendaya), che placa il desiderio di vendetta e permette così a Ulisse di tornare a sedere sul suo trono e di vivere in pace a Itaca.
L’Odissea di Nolan, invece, prende una direzione opposta. Arrivato a Itaca, dopo aver salvato il figlio Telemaco (Tom Holland) da un attentato, Ulisse si propone di portare avanti il suo piano di “totale vendetta”. Fa una strage dei Proci che assediano la sua casa e minano la reputazione di sua moglie. Tra i due amanti avviene il ricongiungimento tanto atteso, ma da questo punto in poi la storia prende un’altra direzione. Proprio perché Nolan ha voluto narrare la storia di un veterano di guerra che cerca redenzione per le sue colpe, il finale non può essere totalmente felice. L’inganno del Cavallo di Troia, il cui canto apre il film con la voce del rapper Travis Scott, diventa il simbolo della caduta della moralità e dell’etica. Proprio perché la tanto citata Legge di Zeus impone ospitalità e vieta gli inganni sotto forma di regali divini, Ulisse sa di essere colpevole due volte. Ha mancato alla legge che regola il suo mondo e per questo non è degno di essere un re. I suoi uomini, durante l’assedio, non si sono limitati a portare devastazione, ma hanno anche decapitato la statua di Atena, la stessa dea che appare costantemente all’eroe: non tanto per aiutarlo, quanto come memento costante delle sue colpe.
Per Nolan Ulisse è tanto un eroe quanto un antagonista. Diventa simbolo di un mondo pronto a bruciare: per questo non lo incorona una volta tornato a casa, ma gli concede l’esilio. Alla fine dell’Odissea di Nolan, quindi, Ulisse, insieme all’amata Penelope, lascia Itaca e accetta di partire in esilio, con il compito di rendere omaggio anche ai compagni morti a cui non ha potuto dare una degna sepoltura, come profetizzato dall’indovino Tiresia. In questo modo Ulisse può pagare le conseguenze delle sue azioni: da una parte, la sua colpa gli porta via il suo regno. Dall’altra, però, i suoi meriti gli permettono di poter viaggiare con Penelope.
Il trono, alla fine, passa al giovane Telemaco, in un passaggio generazionale che nasconde il desiderio di Nolan di poter vivere in un mondo dove i giovani possano avere la possibilità di cambiare la storia e di plasmare un futuro che possa essere finalmente privo di guerre e morte.
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