A distanza di oltre mezzo secolo dall'uscita di "Falso movimento", uno dei film più discussi della filmografia di Wim Wenders torna al centro dell'attenzione per una controversia che riguarda la sua giovane protagonista, Nastassja Kinski. Il regista tedesco ha infatti deciso di ritirare temporaneamente la pellicola dalla distribuzione pubblica dopo le accuse avanzate dall'attrice, che da anni contestava una scena a contenuto sessuale girata quando aveva soltanto 13 anni. La decisione è stata comunicata dalla Fondazione Wim Wenders, che ha spiegato come ai partner che si occupano di streaming, televisione e distribuzione sia stato chiesto di sospendere temporaneamente la diffusione del film. La scelta rappresenta una svolta importante in una vicenda che si trascina dal 2011 e che negli ultimi mesi è tornata al centro del dibattito culturale e cinematografico in Germania.
Le scuse pubbliche del regista
Contestualmente all'annuncio del ritiro del film, Wenders ha rivolto un messaggio diretto all'attrice, assumendosi la responsabilità di quanto accaduto durante la lavorazione dell'opera. "Come unico responsabile di “Falso movimento” all'epoca, capisco che Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere protetta meglio in quel momento. Per questo mi scuso con te, Nastassja, senza se e ma". Parole che segnano un cambio di posizione significativo da parte del regista e che arrivano dopo anni di polemiche e richieste avanzate dall'attrice.
La scena contestata
Al centro della vicenda c'è una breve sequenza del film del 1975 nella quale Kinski, che interpretava il personaggio di Mignon, compare sdraiata su un letto indossando soltanto uno slip. Nella scena un uomo adulto si stende accanto a lei, la schiaffeggia e successivamente la accarezza. Sebbene il momento occupi soltanto pochi minuti della pellicola, è proprio questa sequenza ad aver spinto l'attrice a chiedere per anni che venisse rimossa o che il film fosse riproposto con adeguate contestualizzazioni. Secondo Kinski, infatti, quella scena non era prevista negli accordi iniziali e lei non era stata informata in anticipo della sua realizzazione.
Il racconto dell'attrice
Negli anni Nastassja Kinski ha raccontato più volte la sua versione dei fatti, sostenendo che il giorno delle riprese sua madre non fosse presente sul set e che nessuno l'avesse preparata a ciò che sarebbe accaduto. Gli avvocati di Wenders hanno a lungo sostenuto che la madre dell'attrice fosse stata informata, ma Kinski ha sempre respinto questa ricostruzione. "Ovvio che mia madre non lo sapeva, non ci hanno detto nulla". L'attrice ha inoltre ricordato il forte disagio vissuto durante le riprese. "Anche se a 13 anni non sapevo ancora molto, capii che non era normale". Secondo il suo racconto, la scena sarebbe stata girata più volte. A un certo punto, sopraffatta dall'emozione, la giovane attrice avrebbe chiesto di interrompere le riprese per rifugiarsi in bagno e piangere.
Il film tratto da Peter Handke
"Falso movimento" era ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore austriaco Peter Handke e raccontava il viaggio di un giovane aspirante autore alla ricerca della propria identità. Durante il percorso il protagonista incontrava una serie di personaggi eccentrici e marginali, tra cui un ex soldato accompagnato dalla giovane Mignon, il personaggio interpretato da Kinski. Nel film veniva lasciato chiaramente intendere che tra i due esistesse una relazione sessuale, elemento che contribuiva a definire la complessità e l'ambiguità del racconto. All'epoca l'opera fu accolta come una riflessione artistica sul viaggio, sull'identità e sull'alienazione, ma oggi alcune sue sequenze vengono osservate con sensibilità molto diverse rispetto a quelle degli anni Settanta.
Una collaborazione proseguita negli anni
Nonostante il trauma raccontato dall'attrice, il rapporto professionale tra Nastassja Kinski e Wim Wenders non si interruppe dopo "Falso movimento". Anzi, il regista continuò a lavorare con lei negli anni successivi, affidandole ruoli importanti in alcuni dei suoi film più celebri. Kinski fu infatti protagonista di "Paris, Texas", capolavoro che conquistò la Palma d'Oro al Festival di Cannes nel 1984, e tornò a collaborare con il cineasta anche in "Così lontano, così vicino" nel 1993. Una circostanza che rende la vicenda ancora più complessa e delicata, considerando il lungo rapporto artistico che li ha uniti.
Il futuro del film
La decisione di ritirare temporaneamente la pellicola non significa necessariamente che il film scomparirà in modo definitivo. Nella nota diffusa dalla Fondazione Wim Wenders viene infatti spiegato che l'obiettivo è trovare una soluzione condivisa che permetta eventualmente di riportare l'opera all'attenzione del pubblico, ma con modalità ritenute più adeguate al contesto contemporaneo. "È necessario che la nostra società trovi modalità adeguate per affrontare le opere cinematografiche controverse del XX secolo e si apra a nuovi processi di apprendimento e a prospettive inclusive in relazione ai film".
Un confronto con il mondo del cinema
Wenders ha inoltre annunciato l'intenzione di aprire un confronto con istituzioni culturali e cinematografiche tedesche per discutere come affrontare opere del passato che oggi sollevano interrogativi etici e morali. "In questo importante dibattito cercheremo un ampio scambio - con l'Accademia Cinematografica Tedesca, il DFF - Deutsches Filminstitut & Filmmuseum, con altre istituzioni del patrimonio cinematografico e altri gruppi intergenerazionali".
Il regista ha infine spiegato che soltanto al termine di questo percorso sarà possibile decidere il destino del film. "Solo allora, anche se ciò dovesse richiedere più tempo, e dopo aver presentato una soluzione consensuale, anche in accordo con Nastassja Kinski, rimetteremo in circolazione il film".