É arrivato il caldo, sono arrivate le giornate di sole che non sembrano finire più, ora manca solo la ciliegina sulla torta, le vacanze estive. E quest’anno, quale scelta migliore se non godersi il nostro Bel Paese con un indimenticabile road trip? Dopo aver messo via le valigie, la prima tappa è il benzinaio. Ed è proprio ßche il viaggio perfetto si scontra con la realtà: il pieno costa quasi quanto una notte d’albergo.
Quando a marzo del 2022, in piena guerra tra Russia e Ucraina, il diesel aveva toccato l’incredibile vetta dei 2,23 euro al litro, in molti si erano illusi che si trattasse di un incubo passeggero, un picco storico destinato a rimanere un brutto ricordo confinato negli archivi dell’economia. E invece, negli ultimi mesi i cartelloni dei benzinai hanno toccato nuovamente prezzi difficili da ignorare. Ed è proprio così che una guerra lontana sulla carta, quella che si sta combattendo in Iran e ha appena acceso il Mar Rosso, si fa sentire sui portafogli degli italiani.
Ieri mattina, il prezzo della benzina viaggiava già a quota 1,98 euro, mentre il diesel a 2,16 euro, ma la vera doccia fredda potrebbe non essere ancora arrivata: secondo le ultime stime dell’Unione energie per la Mobilità (Unem), nei prossimi giorni potremmo assistere a un ulteriore rincaro compreso tra i 5 e gli 8 centesimi, portando il litro a 2,24 euro, record storico che - senza dubbi - nessun italiano vorrebbe vedere per le strade.
Il pieno, per farla breve, si sta trasformando in un bene di lusso, e dietro quella cifra sul display del distributore c’è una stangata che vale già un miliardo di euro soltanto a luglio. Se si allarga l’orizzonte temporale e si fissa il punto di partenza all’inizio della guerra iraniana, il conto complessivo diventa a dir poco vertiginoso, superando la soglia dei 4,5 miliardi letteralmente bruciati in carburante.
Tradotto in termini pratici, e guardando proprio ai bilanci delle ferie imminenti, tutto questo si trasforma, secondo Confesercenti, in una maggiore spesa per le famiglie pari a 700 milioni di euro. Una tassa invisibile sulle vacanze che pesa come un macigno sui budget faticosamente messi da parte durante l’anno. E a questo punto, forse, l’opzione di prendere un volo interno, lasciando l’auto in garage, diventa di colpo allettante. Eppure, anche in questo caso, la realtà si dimostra ben più complessa - ed esosa - del previsto. In soli 10 anni, infatti, i prezzi dei voli nazionali sono quasi triplicati, aumentando del 193,3%, mentre i voli europei costano oggi il 187% in più rispetto al 2016. Senza contare l’aumento, di quasi il 70%, delle strutture alberghiere. Che, tradotto in parole semplici, significa che una settimana in un hotel a tre stelle ad agosto per una famiglia di quattro persone può arrivare fino a 3.800 euro.
Insomma, ovunque si guardi non ci sono dubbi, le vacanze estive sono sempre di più un lusso, ma non per questo gli italiani ci rinunciano. Saranno infatti 36,2 milioni quelli che si concederanno qualche giorno lontano dalla routine quotidiana e ben l’87% ha già deciso di rimanere in Italia. E infine, per chi avesse già deciso di partire in macchina, niente panico. L’estate 2026 verrà sicuramente ricordata come quella dei pieni da record, è vero, ma il governo è pronto a reagire e gli italiani sono più che disposti a rinunciare a una cena fuori, pur di godersi qualche giorno al mare. Quindi ora valigie pronte, l’estate può veramente iniziare.
