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“Un Capolavoro”, Ranucci e la recensione al suo libro sotto falso nome: il dettaglio dell’account Amazon svelato da Lucarelli

Il testo celebrava La scelta con parole molto lusinghiere ed era firmato da un nome diverso. Ma, secondo la ricostruzione pubblicata dalla giornalista, sarebbe comparso quello dello stesso conduttore di Report

Lucarelli Ranucci

A volte il miglior critico di un libro è proprio chi lo ha scritto. Almeno, è questo il sospetto che aleggia attorno a Sigfrido Ranucci dopo il caso raccontato da Selvaggia Lucarelli nella newsletter Vale tutto. Al centro della vicenda c’è una recensione Amazon decisamente generosa nei confronti di La scelta, firmata con il nome “Emilio Cresci” e poi cancellata. Peccato che, secondo la ricostruzione della giornalista, sull’account fosse rimasto visibile un dettaglio poco compatibile con l’incognito: il nome dello stesso conduttore di Report. Un piccolo inciampo digitale che ha trasformato cinque stelle e parole entusiaste in una storia molto più interessante della recensione stessa.

“Un capolavoro” e il nome comparso sull’account

Il contenuto riportato da Lucarelli non risparmiava elogi al volume. La scelta veniva definito “un capolavoro sulla lotta quotidiana per libertà di informazione” e addirittura un “romanzo dei nostri tempi”. La recensione parlava inoltre di una lettura “appassionante, che contiene diversi piani narrativi, tra il rigore delle inchieste, il dietro le quinte, parti intimistiche, con punte altamente emozionanti commoventi”. A rendere singolare il caso, però, sarebbe stato il profilo da cui proveniva il commento: benché la firma fosse quella di Emilio Cresci, il nome utente visibile sarebbe stato Sigfrido Ranucci.

La recensione scompare

Lucarelli ha descritto quella valutazione come “ingenua e traboccante di entusiasmo”, spiegando che la recensione sarebbe stata successivamente eliminata. La cancellazione, però, sarebbe arrivata solo dopo che alcuni colleghi di Report avevano già avuto modo di vederla e condividerla. “Ma non prima che altri colleghi di Report facessero in tempo a leggerla e condividerla”, scrive la giornalista. Sulla specifica vicenda della recensione Amazon, al momento non risultano smentite ufficiali da parte del conduttore.

Il rischio delle tifoserie

La giornalista ha poi utilizzato il caso per allargare la riflessione al clima che circonda Ranucci. “Sul conduttore ho sempre avuto molte riserve umane e professionali, ma sul suo caso è diventato quasi impossibile ragionare senza essere arruolati in una tifoseria”, ha scritto su X. Da una parte, secondo Lucarelli, c’è chi continua a considerarlo “un eroe intoccabile”, mentre dall’altra c’è chi sfrutta il caso Lavitola per mettere sotto accusa non soltanto lui, ma l’intera esperienza di Report.

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