L’estate dei cieli europei corre su due binari: da una parte cresce il numero dei collegamenti e migliora la puntualità, dall’altra il ritardo resta una variabile tutt’altro che marginale per chi parte. Secondo l’elaborazione di RimborsoAlVolo su dati Eurocontrol, a giugno e luglio 2026 si sono registrati in media 35.778 voli al giorno, il 2,2% in più rispetto al 2025, mentre gli arrivi in orario sono saliti al 73%. Questo significa, però, che quasi tre voli su dieci continuano ad arrivare oltre l’orario previsto, trasformando il disservizio in un tema non soltanto operativo, ma anche economico per compagnie e passeggeri.
Più traffico e carburante caro, ma le tariffe internazionali scendono
Il quadro è reso più complesso dall’andamento dei costi: il jet fuel avrebbe raggiunto nel bimestre 3,35 dollari al gallone, con un aumento del 49% su base annua. Nello stesso periodo, sulla base dei dati Istat, i prezzi dei voli internazionali per i passeggeri italiani sarebbero invece diminuiti del 9,2% a giugno e del 7,6% a luglio. È un equilibrio delicato: più traffico e maggiori costi industriali convivono con tariffe più competitive, mentre ritardi e cancellazioni continuano a produrre costi di assistenza e potenziali compensazioni per i vettori. Eurocontrol conferma, più in generale, che nelle prime nove settimane dell’estate 2026 il traffico europeo è cresciuto del 2,2% rispetto all’anno precedente, con un miglioramento della puntualità in arrivo.
Volo in ritardo, come comportarsi
Per il viaggiatore il punto decisivo è sapere che il ritardo non va semplicemente “subito”. Conviene conservare carta d’imbarco e prenotazione, fotografare o salvare le comunicazioni della compagnia sull’orario previsto e quello effettivo e tenere tutte le ricevute delle spese sostenute. Il Regolamento europeo 261/2004 prevede infatti un diritto all’assistenza già durante l’attesa: pasti e bevande in misura ragionevole, comunicazioni e, quando la partenza viene rinviata al giorno successivo, albergo e trasporto tra aeroporto e struttura. Le soglie partono da due ore per i voli fino a 1.500 chilometri, salgono a tre ore per determinate tratte intermedie e a quattro ore per gli altri voli più lunghi.
Quando scatta la compensazione economica
La soglia chiave è quella delle tre ore di ritardo all’arrivo alla destinazione finale: la Corte di giustizia dell’Unione europea ha esteso a questi casi il diritto alla compensazione previsto dal Regolamento 261/2004. Gli importi arrivano a 250 euro per i voli fino a 1.500 chilometri e a 400 euro per quelli intra-Ue oltre 1.500 chilometri e per le altre tratte tra 1.500 e 3.500 chilometri; per i collegamenti extra-Ue oltre 3.500 chilometri la somma può arrivare a 600 euro, con la riduzione a 300 euro in alcuni casi di ritardo compreso tra tre e quattro ore. La compensazione non è dovuta se il vettore prova l’esistenza di circostanze straordinarie non evitabili con misure ragionevoli.
Circostanze straordinarie non significa niente assistenza
Maltempo incompatibile con il volo, alcune decisioni del controllo del traffico aereo o altre situazioni realmente esterne al vettore possono escludere la compensazione forfettaria, ma non cancellano automaticamente gli altri diritti del passeggero. La Commissione europea chiarisce che anche quando il ritardo dipende da circostanze straordinarie resta il diritto alla presa in carico, con pasti, bevande e, se necessario, pernottamento durante l’attesa. Un normale problema tecnico emerso nell’attività ordinaria del vettore, invece, non è di per sé una circostanza straordinaria: l’esenzione deve essere valutata sulla causa concreta e spetta alla compagnia dimostrarla.
Dopo cinque ore si può rinunciare al viaggio, poi il reclamo
Se il ritardo alla partenza raggiunge almeno cinque ore, il passeggero può decidere di non proseguire il viaggio e chiedere il rimborso del biglietto, oltre all’eventuale volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale quando necessario. Per ottenere quanto dovuto è opportuno rivolgersi prima direttamente alla compagnia aerea; in Italia, se dopo sei settimane non arriva risposta o quella ricevuta è ritenuta insoddisfacente, è possibile segnalare il caso all’ENAC, che può accertare violazioni e applicare sanzioni ma non attribuisce direttamente la compensazione individuale. Va infine evitata una possibile confusione normativa. Nel luglio 2026 l’Unione europea ha dato il via libera definitivo a una riforma dei diritti dei passeggeri aerei, ma le nuove disposizioni non sono ancora applicabili ai disservizi dell’estate 2026: il testo prevede l’applicazione dodici mesi dopo l’entrata in vigore. Per i ritardi attuali il riferimento resta quindi il Regolamento CE 261/2004, integrato dalla giurisprudenza della Corte di giustizia.
