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Cronaca giudiziaria

Incendio alla Knds, esultano gli antagonisti: “Fermiamo le fabbriche di morte”

Commenti di giubilo degli antagonisti per l’incidente all’impianto di Colleferro, che non ha causato vittime: “Ci si augura una conta dei danni ingente e cospicui”

Antagonisti

I gruppi antagonisti alzano il tiro sull’incendio di ieri a Colleferro (vicino Roma) che ha provocato una forte esplosione nello stabilimento di munizioni Knds Ammo Italy. L’azienda è specializzata nella produzione di munizioni di medio e grosso calibro per la difesa terrestre e navale, oltre alla realizzazione di combustibili solidi per vettori aerospaziali: uno dei settori che i gruppi antagonisti, in nome del no alle armi, hanno da sempre nel mirino. E, infatti, come si può scovare sia nei loro gruppi privati che pubblici, la reazione è stata immediata. Slogan come “fermiamo subito le fabbriche di morte”, “Saltassero pure in aria tutte”, “da annientare”, “che esplodano tutte, D…”, si sono susseguiti nelle ore successive la deflagrazione, con tanto di bestemmie di giubilo.

L’incendio, che fortunatamente è scoppiato nella fabbrica vuota, visto il periodo estivo, ha fatto immediatamente il giro delle chat antagoniste, “tutto torna, sembrerebbe. Anche i costosi boati che disseminano per il mondo grazie ai loro clienti ben impegnati a uccidere. Le dinamiche sono da chiarire, ma poco importa. Questo botto è comunque di tuttx le insortx contro questo mondo galera che cosparge solo guerra e sangue. Ci si augura una conta dei danni ingente e cospicua”, si legge in un comunicato che sta rimbalzando di gruppo in gruppo, con numerose reazioni di apprezzamento. “E se gode”, “boom boom”, si legge ancora tra i commenti. Ma la fabbrica non è la prima volta che finisce nel mirino del mondo antagonista, ovviamente, visto ciò di cui si occupa.

Era aprile dello scorso anno, quando negli stessi canali veniva diffuso un comunicato contro la Knds, colosso franco-tedesco, che da anni, appunto, opera anche a Colleferro. “Knds dispone a Colleferro di uno dei più importanti stabilimenti per il caricamento, per la produzione e per i test di munizioni e bombe. Con la nuova linea produttiva della vicina sede di Anagni la società arriverà a fabbricare fino a 3 tonnellate di esplosivo ogni giorno, con una produzione stimata di 150 kg di nitro gelatina l’ora. Dopo il varo dei programmi europei e la visita allo stabilimento di Colleferro del Commissario Thierry Breton nel 2023 al gruppo è stato letteralmente chiesto di pianificate l’incremento della sua produzione per missili e proiettili di artiglieria con cui riempire gli arsenali”, si legge nel documento firmato dalla Rete Mamme da Nord a Sud. “La corsa agli armamenti è il male del secolo e l’UE vuole rilanciare l’industria e il commercio bellico a discapito delle spese sociali: quante strutture, beni e servizi sanitari si possono dare ai cittadini con 41 milioni di euro?”, si legge nel manifesto. “Una fregata multiruolo europea vale lo stipendio di 10.662 medici all’anno; un caccia F-35 equivale a 3.244 posti letto di terapia intensiva; un sottomarino nucleare Virginia costa quanto 9.180 ambulanze”, scrivono ancora gli antagonisti. “Se non fermiamo questo progetto, lasceremo spazio ad un paese sempre più militarizzato, che sperpera soldi, sacrifica ogni forma di vita e devasta l’unico mondo che abbiamo”, è la conclusione dell’appello.

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