Si torna a parlare di problemi legati agli autovelox. Si aggiunge un "nuovo capitolo" al caos già in atto. Non si parla più soltanto di omologazione e approvazione dei dispositivi; le multe vengono contestate e annullate anche se viene dimostrato un vizio della segnaletica.
È il caso di un automobilista che stava viaggiando intorno ai 130 km/h su una strada provinciale del Trentino (il limite di velocità era di 70 km/h). L'autovelox del Mossano, posizionato h24 lungo la SP 90 della Destra Adige, ha naturalmente rilevato l'infrazione e immortalato la vettura. Il risultato è stato una multa da circa 550 euro.
La sanzione è stata ritenuta nulla dal tribunale di Rovereto, che in appello ha cancellato il verbale. La ragione dell'annullamento non sta nell'affidabilità del dispositivo, bensì nella mancata presenza di un cartello che lo annunciasse. A quanto pare la segnaletica che annunciava la presenza dell'autovelox non è stata ripetuta dopo un'intersezione e ciò ha fatto decadere la sanzione.
Inizialmente, in primo grado, il giudice aveva confermato la multa, soprattutto perché l'autovelox in questione risultava regolarmente approvato (procedura ritenuta valida come l'omologazione). A fare la differenza è stato il vizio della segnaletica. Per il Comune, l'intersezione contestata dall'automobilista non poteva definirsi tale, in quanto strada privata. Tuttavia, un'ordinanza del Comune di Isera ha qualificato quel tratto come comunale, dunque pubblico; da qui è stata confermata l'intersezione e l'omessa ripetizione della necessaria segnaletica. La sanzione è stata quindi cancellata in appello.
È bene sapere che i segnali che annunciano la presenza di un autovelox sono molto importanti, e non sono collocati a caso. Ci sono regole molto precise. I cartelli devono essere installati con anticipo rispetto al dispositivo, così da avvisare gli automobilisti e dare loro modo di adeguarsi alla corretta marcia. Nell'art.79, comma 3, del regolamento di attuazione del Codice della Strada si parla espressamente di 150 metri di anticipo sulle strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento, e 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali. Oltre a ciò, vi è poi una regola che si applica all'esterno dei centri abitati: in queste circostanze, quando il limite di velocità è dissimile da quello previsto dal Codice della Strada, deve esserci almeno un chilometro tra cartello e autovelox.
Sulla SP 90 della Destra Adige vige un limite speciale, dunque su quel tratto andava applicata la cosiddetta "regola del chilometro". Inoltre, quando nel percorso è presente un'intersezione, il segnale del limite di velocità deve essere ripetuto.