Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 19:44
Cittadini

Frutta e verdura, novità sugli imballaggi: cosa cambia al supermercato

La nuova misura è destinata ad alcune tipologie di confezioni: ecco quali prodotti saranno interessati e le multe per chi sgarra

"È una norma europea a difesa dell'ambiente Ai cittadini non costerà più di 3 euro l'anno"

Stanno per entrare in vigore (la data è quella del 12 agosto 2026) le nuove regole per il confezionamento di frutta e verdura (ma non solo che riguardano) tutte le buste di plastica utilizzate fino a questo momento ma anche i flaconcini di sapone che si trovano negli hotel.

Cosa cambia

Il governo ha infatti stabilito che contenitori e buste monouso dovranno avere materiale compostabile e biodegradabile, ovvero quel tipo di prodotto che si decompone biologicamente trasformandosi in concime naturale (compost) in tempi stabiliti, senza lasciare residui tossici.

Il Regolamento sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (Regolamento UE 2025/40) è una legge dell’Unione europea che stabilisce norme rigorose per il ciclo di vita degli imballaggi, la riduzione dei rifiuti e la riciclabilità. Entrato ufficialmente in vigore l’11 febbraio 2025, le sue disposizioni generali sono pienamente applicabili in tutti gli Stati membri dell’Ue.

Quali prodotti

Nel dettaglio, saranno composti dai nuovi materiali tutti gli imballaggi in plastica di frutta e verdura freschi che pesano meno di 1,5 kg: non è inclusa la classica busta di insalata perché è un alimento lavorato in precedenza. Alle nuove regole dovranno attenersi anche alimenti e bevande che si utilizzano in ristoranti e hotel così come nel servizi di catering.

I nuovi materiali compostabili e biodegradabili saranno usati anche per cosmetici e prodotti per l’igiene nel settore ricettivo. Tutto questo non significa che ci sarà l’addio alla plastica monouso che rispetta i criteri Ue del riciclo: la nuova regola servirà soltanto per le categorie di imballaggi sopra menzionate.

Le sanzioni per chi sgarra

Obiettivo 2030: per quella data, infatti, tutti gli imballaggi dovranno soddisfare i criteri di progettazione per il riciclo, gli imballaggi in plastica dovranno includere un contenuto minimo di materiale riciclato e lo spazio vuoto negli imballaggi dovrà essere ridotto al minimo. Le multe ci saranno, e anche salate, ma soltanto dal 2030 e saranno comprese tra 2.500 e 25mila euro. Le aziende che dovessero commettere gravi infrazioni rischiano sanzioni quattro volte più alte se i prodotti all’interno di materiale non compostabile dovesse superare il 10% del fatturato.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.