L’estate torrida fa male anche alle nostre auto. Secondo i dati diffusi da Federcarrozzieri, i danni legati al caldo estremo possono raggiungere cifre da capogiro, superando i 16mila euro per vettura.
A subire i primi colpi sono sempre gli pneumatici: con l’asfalto che sfiora o supera i 60 °C, la gomma si usura molto più rapidamente e l’auto tende pertanto a perdere aderenza. Non solo: il calore fa espandere l’aria dentro le gomme incrementando la pressione e di conseguenza anche il rischio di un’esplosione improvvisa. Sostituire uno pneumatico costa mediamente dai 50 ai 150 euro, un prezzo che, incluso il carico della manodopera, può variare a seconda delle dimensioni e del livello qualitativo del ricambio.
Anche la batteria soffre moltissimo il caldo. Le alte temperature ambientali accelerano il fenomeno dell’autoscarica, mentre l’evaporazione dei liquidi interni ne compromette progressivamente le prestazioni e l’efficienza complessiva. Se la macchina vi lascia a piedi e dovete cambiare questa componente, la spesa da mettere in conto non è indifferente: Federcarrozzieri calcola che tra pezzo di ricambio e montaggio si spendono mediamente dai 100 ai 250 euro.
I rischi più grandi e costosi riguardano però il motore. L’esposizione prolungata a temperature record innalza il pericolo di surriscaldamento, mettendo a dura prova il circuito di refrigerazione e rendendo il lubrificante troppo fluido per garantire una corretta protezione. Le conseguenti dilatazioni termiche anomale delle componenti metalliche modificano le tolleranze geometriche di accoppiamento, incrementando l’attrito e quindi l’usura delle parti: nei casi più critici, si possono registrare cedimenti della guarnizione della testata o fenomeni di grippaggio, con arresto irreversibile del mezzo. Gli interventi di ripristino o sostituzione del propulsore, avverte Federcarrozzieri, sono economicamente pesanti e variano mediamente dai 2.500 agli 8mila euro, in base all’entità del danno e al modello di auto.
Come se ciò non bastasse, l’abitacolo sotto il sole diventa un forno che può toccare i 70 °C: questo accumulo straordinario di calore rovina e crepa le plastiche del cruscotto, fa sbiadire i sedili e causa al contempo il rilascio dai materiali sintetici di sostanze chimiche invisibili e poco salutari nell’aria che respiriamo dentro l’auto.
Le forti ondate di calore influenzano negativamente anche l’hardware elettronico di bordo, causando tassi di guasto più elevati nei display digitali e nei semiconduttori soggetti a stress termico. Gli interventi di ripristino della componentistica dell’abitacolo e dei moduli elettronici, spiega l’associazione, comportano costi compresi tra 200 e 4mila euro, proporzionali all’estensione del danno.
Non va meglio all’esterno. Il sole e i raggi UV “cuociono” letteralmente la carrozzeria: la vernice diventa opaca, perde la sua lucentezza e si riempie di micro-crepe nella parte protettiva trasparente, mentre i fari di plastica subiscono un progressivo ingiallimento comportando conseguenze negative nella visibilità notturna.
Occhio anche alle resine e bisogni degli uccelli sulla carrozzeria: con il grande caldo s’incrementa il livello di acidità, il che comporta un’accelerazione della corrosione dello strato protettivo trasparente. Se dovete correre dal carrozziere, i prezzi di listino Federcarrozzieri parlano chiaro: per un solo pezzo, come ad esempio una portiera, si spendono dai 150 ai 600 euro, mentre per rifare tutta la vernice si va dai 1.300 ai 4mila euro a seconda delle dimensioni del mezzo.
