Il prezzo dei carburanti torna al centro della partita tra fisco e interventi regionali. Dal primo ottobre il Friuli Venezia Giulia aumenterà di altri 5 centesimi al litro il contributo sull’acquisto di benzina e gasolio, rafforzando uno strumento che punta a contenere la spesa delle famiglie e, soprattutto nelle zone di frontiera, a contrastare la convenienza dei rifornimenti oltreconfine. Una scelta che arriva mentre a livello nazionale cambia nuovamente il quadro delle accise sui carburanti, con la progressiva riduzione del beneficio temporaneo sul gasolio.
La misura
La misura, approvata dalla Giunta Fedriga di concerto tra l’assessore all’Ambiente e all’Energia Fabio Scoccimarro e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli, resterà in vigore dal primo ottobre al 31 dicembre 2026. Il contributo regionale crescerà di 5 centesimi al litro sia per la benzina sia per il gasolio. “Il Friuli Venezia Giulia si conferma così la Regione italiana nella quale fare rifornimento costa meno, con prezzi competitivi anche rispetto ai Paesi confinanti”, afferma Scoccimarro.
Al confine lo sconto arriva a 44 centesimi
L’intervento diventa particolarmente consistente nei Comuni di confine, dove il contributo raggiungerà 39 centesimi al litro per la benzina e 30 per il gasolio. Per i veicoli ibridi rimane la maggiorazione di ulteriori 5 centesimi: il beneficio massimo salirà quindi a 44 centesimi al litro sulla benzina e a 35 sul diesel. Nell’Area 1 il contributo sarà invece di 29 centesimi sulla benzina e 20 sul gasolio, mentre nell’Area 2 arriverà rispettivamente a 22 e 16 centesimi, sempre con altri 5 centesimi per le ibride.
Cosa cambia
È proprio sul fronte delle accise che si inserisce una parte della scelta regionale. Il decreto-legge 162 del 17 settembre 2026 ha previsto una rideterminazione temporanea dell’accisa sul gasolio: l’aliquota è fissata a 572,90 euro per mille litri dal 18 al 25 settembre e sale a 622,90 euro per mille litri dal 26 settembre al 5 ottobre. Dal 6 ottobre, dunque, viene meno questa specifica riduzione temporanea prevista dal decreto. È in questo passaggio che la Regione colloca l’aumento del proprio contributo: “La Regione compensa la prevista riduzione dello sconto nazionale con il nuovo sistema che entrerà in vigore il 6 ottobre”, spiega Scoccimarro. Il decreto nazionale è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 216 del 17 settembre 2026.
Famiglie, pendolari e concorrenza oltreconfine
La manovra regionale ha una doppia dimensione, sociale ed economica. Da una parte punta ad alleggerire il costo degli spostamenti quotidiani per chi utilizza l’automobile per lavoro, studio o necessità familiari; dall’altra cerca di rendere meno conveniente attraversare il confine per fare il pieno, trattenendo sul territorio una quota maggiore dei consumi. “È una scelta condivisa con il presidente Massimiliano Fedriga per sostenere concretamente le famiglie, ridurre il costo degli spostamenti quotidiani e togliere convenienza ai rifornimenti oltre confine”, sottolinea Scoccimarro.
La leva regionale contro il caro-pieno
Con l’incremento deciso dalla Giunta, il Friuli Venezia Giulia rafforza dunque la propria leva sul costo alla pompa proprio mentre cambia il sostegno nazionale legato alle accise. “Lavoro, studio ed esigenze familiari impongono ogni giorno l’utilizzo dell’automobile. Con questa misura lasciamo più risorse nelle tasche dei cittadini e tuteliamo l’economia del territorio”, conclude Scoccimarro. La partita, soprattutto nelle aree più vicine ai confini, resta quella della competitività del prezzo finale e della capacità di evitare che una parte dei consumi si sposti fuori regione.
Il governo Meloni e l’uscita graduale dagli sconti
Sul fronte nazionale, il governo Meloni ha scelto di accompagnare progressivamente l’uscita dagli sconti generalizzati sulle accise, dopo gli interventi adottati negli ultimi mesi per contenere il prezzo del gasolio. Il decreto del 17 settembre mantiene infatti una riduzione temporanea dell’accisa, ma ne ridimensiona l’entità dal 26 settembre fino al 5 ottobre. La linea indicata dall’esecutivo è quella di passare da un beneficio indistinto alla pompa a misure più mirate verso le fasce maggiormente esposte al caro-carburanti. È proprio dentro questa fase di transizione che si colloca la scelta del Friuli Venezia Giulia di aumentare di altri 5 centesimi il proprio contributo regionale
