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Attacco hacker a Revolut, a rischio oltre 85mila file “italiani”: cosa succede

In rete è finita una gran mole di dati (circa 150 giga), alcuni dei quali riguarderebbero anche alcuni clienti italiani: ecco quali sono i rischi

Bacchettata a Revolut: "Troppo pochi controlli"

L’attacco hacker subìto da Revolut alcuni giorni fa quando i malintenzionati hanno richiesto un riscatto milionario entra in una nuova fase. Dopo il tentativo di estorsione nei confronti società fintech britannica, i malintenzionati informatici starebbero contattando direttamente gli utenti coinvolti minacciando di vendere i dati sensibili sottratti. L’unica possibilità di “salvezza” è il denaro in cambio della rimozione completa delle informazioni riservate.

Quali sono i rischi

Nel dettaglio si tratta del gruppo hacker chiamato IamNotAVillain che, sul darkweb, avrebbero in mano una cartella denominata “Italy files” con quasi 150 gigabyte di materiale e più di 85mila file in loro possesso come spiegato da Repubblica. Nelle mani degli hacker c’è di tutto e di più: da documenti riservati a dati personali che si possono ricondurre anche a importanti personalità che possiedono patrimoni molto elevati.

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, i clienti vittime di questo attacco sarebbero, nel complesso, più di 680 e tra i coinvolti ci sarebbero almeno 15 persone italiane (numero superiore agli otto segnalati in un primo momento). Da qui, dunque, il nome del file riconducibile al nostro Paese. I rischi sono quanto mai elevati visto che, oltre al denaro, possono perpetrarsi anche altre forme di criminalità informatica.

Transazioni a rischio

Secondo le prime stime, alcuni file in mano agli hacker conterrebbero la cronologia completa delle transazioni effettuate tramite Revolut: tra i casi ce ne sarebbe uno con centinaia di pagine di operazioni. Ma anche carte d’identità, fotografie e altri documenti che sarebbero stati utilizzati per l’apertura di conti correnti.

Le condizioni degli hacker

L’unica via d’uscita imposta dai pirati informatici, che è stata comunicata ai clienti vittima dei furti, riguarda la possibilità di pagare in cambio della completa eliminazione dei file sensibili prima che possano essere venduti e finire in altre (e nuove) mani sbagliate. Il problema è che non esiste nessuna garanzia che, nel momento del pagamento, quei dati possano essere davvero eliminati.

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