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Fumare alla guida, occhio alla stangata: in quali casi arriva la sanzione e quando raddoppia

Pur non esistendo un divieto assoluto ci sono delle circostanze di cui tener conto per evitare la multa

Pur non esistendo un divieto assoluto di fumare in auto, la legge italiana impone rigide restrizioni e sanzioni pesanti in specifiche circostanze per tutelare la salute pubblica. Mettersi alla guida con una sigaretta accesa è dunque legale quando si viaggia da soli o con passeggeri maggiorenni, tuttavia la situazione cambia completamente quando nell’abitacolo sono presenti determinati soggetti vulnerabili. La normativa non fa distinzioni sullo stato del veicolo: il divieto in questi casi specifici si applica integralmente sia che la vettura si trovi in sosta che in movimento.

Il pilastro legale che disciplina la materia è il Decreto Legislativo n.6 del 12 gennaio 2016. Questo decreto (all’articolo 24, comma 2) ha integrato la storica Legge Sirchia (la n. 3/2003 sulla tutela dei non fumatori) introducendo il divieto esplicito di fumare “al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza”. Non conta, pertanto che il mezzo sia in movimento oppure no, né che i finestrini siano abbassati o meno o che il tettuccio sia aperto: si tratta di una proibizione assoluta.

Le sanzioni economiche variano sensibilmente a seconda della gravità del contesto e dell’età dei passeggeri esposti al fumo passivo: se ciò avviene in presenza di minori di età compresa tra i 12 e i 17 anni, la multa va da 27,50 a 275 euro, ma può raddoppiare se nell’abitacolo vi sono bambini under 12 e donne incinte, salendo fino a quota 55,00-550,00 euro. Un dettaglio fondamentale dal punto di vista burocratico riguarda i termini di pagamento: per questa tipologia di violazioni legate alla salute pubblica non è applicabile lo sconto del 30% normalmente previsto dal Codice della Strada per chi salda la contravvenzione entro 5 giorni dalla notifica.

Per quanto concerne il Codice della Strada, ad oggi non è presente un articolo specifico che vieti il fumo alla guida per ragioni di distrazione. Gli agenti potrebbero tuttavia contestare la violazione del comma 2 dell’articolo 141 (mancato controllo del veicolo) se l’atto di accendere o maneggiare la sigaretta causa una sbandata o un comportamento pericoloso: la sanzione amministrativa va da un minimo di 42,00 a un massimo di 173,00 euro, senza decurtazione di punti dalla patente.

Potenzialmente contestabile anche l’articolo 169, comma 1, che si riferisce a impedimenti e limitazione dei movimenti. Il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie alla guida. Avere, ad esempio, le dita impegnate da un oggetto incandescente, o l’altra mano occupata a cercare il pacchetto può essere interpretato come una limitazione fisica diretta e un intralcio alla reattività: la sanzione in questi casi va da 87,00 a 344,00 euro, senza perdita di punti.

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