Centosessantotto anni di biscotti, botteghe, famiglie e immagini entrano in un archivio digitale. Il Biscottificio Antonio Mattei, fondato a Prato nel 1858, ha avviato la digitalizzazione del proprio patrimonio storico, che dal 30 settembre può essere consultato anche dal pubblico al Museo Bottega di Firenze, in via Porta Rossa. È il primo passo di un progetto destinato ad allargarsi: nel 2027 toccherà a carteggi, registri di produzione, cataloghi, atti e altri documenti conservati dall’azienda.

Il lavoro nasce nell’autunno del 2024 dalla raccolta avviata negli anni da Letizia Pandolfini, laureata in Storia dell’Arte e responsabile dell’archivio storico e fotografico. Il punto di partenza è stato il materiale custodito dall’azienda e dalla famiglia Pandolfini, che ancora oggi guida il Biscottificio: fotografie del fondatore Antonio Mattei e delle generazioni successive, immagini delle botteghe e del laboratorio, delle lavorazioni, dei prodotti e delle confezioni che raccontano indirettamente anche un pezzo della storia di Prato.
Circa 550 fotografie a stampa sono state inizialmente selezionate assieme a oltre 500 immagini già disponibili in formato digitale. Una parte consistente del materiale fotografico è stata quindi acquisita professionalmente e inserita in una banca dati. Ogni fotografia è stata identificata, datata quando possibile, catalogata per temi e periodi e accompagnata da titolo e didascalia, anche in inglese. Dove mancavano informazioni certe, la ricostruzione è passata dal confronto con documenti e altre fonti storiche.
«La storia in sé non ha senso se non può essere condivisa», spiega Letizia Pandolfini, che ha curato selezione e catalogazione dei materiali, testi e didascalie e coordinato il processo di digitalizzazione. A realizzare l’infrastruttura tecnologica è stata ETT, società del Gruppo Deda specializzata in Experience Design e Digital Transformation. Il repository è stato concepito come un archivio in crescita, interrogabile attraverso categorie che comprendono eventi e manifestazioni, packaging, premi, riconoscimenti e prodotti.

Al Museo Bottega la consultazione avviene attraverso un leggio interattivo con schermo touch, dal quale il visitatore può costruire il proprio percorso tra immagini e temi. L’Archivio Digitale sarà successivamente disponibile anche online sul sito del Biscottificio.
Il nuovo allestimento porta però la memoria Mattei anche fuori dallo schermo. Una parete riunisce immagini di epoche diverse, dalla Prato dei mulini e dell’antica tradizione dell’arte bianca alle fotografie delle famiglie, delle botteghe e della produzione. I QR code permettono di approfondire datazione, protagonisti e contesto dei singoli scatti.
Al centro compare Antonio Mattei in persona, o quasi. Un ritratto del fondatore realizzato nel 1883 dal fotografo Giorgio Wood è stato restaurato digitalmente e trasformato, con l’impiego dell’intelligenza artificiale, in un avatar narrante. Il volto si anima e per circa tre minuti racconta in prima persona la nascita del forno, la storia familiare e quella del prodotto più celebre della casa, il cantuccio di Prato. Il vecchio Antonio compie piccoli movimenti anche quando non parla, per tenere desta l’attenzione di chi guarda.
Il testo è stato costruito sulla base dei materiali d’archivio e la voce, dopo una prima prova generata artificialmente, è stata affidata a un attore professionista. Italiano o inglese si scelgono dal touch screen
