Sara Provasi, il casinò online in Italia continua a crescere. Di che numeri parliamo?
“Di numeri importanti. Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel 2024 il gioco online ha pesato per circa il 58,5% della raccolta complessiva, cioè del volume totale delle giocate, con 92,1 miliardi di euro su 157,4. Dentro l’online il casinò, ovvero i giochi di sorte a quota fissa e i giochi di carte, è il segmento più grande. In termini di spesa, cioè la differenza tra quanto giocato e le vincite restituite ai giocatori, il 2025 del casinò online si è chiuso a circa 3,2 miliardi, oltre il 50% in più delle scommesse sportive. A dicembre 2025 la spesa mensile è stata di 333,7 milioni di euro, il 18,4% in più dello stesso mese dell’anno precedente, e la crescita è proseguita nel 2026. A giugno la spesa è stata di 282,7 milioni, il 14,2% in più su base annua.”
Aumenti spesso a doppia cifra nel 2025 e nella prima metà del 2026. Cosa c’è dietro?
“Due spinte principali. La prima è lo spostamento del gioco dal canale fisico a quello digitale, un processo che va avanti da anni. La seconda è un’offerta molto più ampia, perché i provider, cioè le software house che producono i giochi, lanciano nuove slot di continuo. Serve però una cautela nella lettura. Una spesa che cresce non dice quante persone giocano, e potrebbe essere in buona parte lo stesso bacino di giocatori a essersi spostato online e a giocare di più. È un’interpretazione plausibile, ma i dati disponibili non bastano a darla per certa.”
Concretamente, chi comanda questo mercato?
“È un mercato fortemente concentrato. Nella spesa del casinò online di dicembre 2025 Lottomatica era il primo operatore con il 31,1%, seguita da Sisal al 12,1%, e tra gli altri operatori figurano 888, Eurobet e Betsson. Tra i principali gruppi del mercato italiano c’è anche Flutter, che riunisce Sisal, Snai e PokerStars. Il riordino delle concessioni ha reso l’accesso al mercato più selettivo: sono state assegnate 52 concessioni a 46 operatori, con un corrispettivo una tantum di 7 milioni di euro per ciascuna concessione.”
Nel suo lavoro i giochi li prova direttamente. Cos’è l’RTP di cui si parla tanto?
“L’RTP è il return to player, cioè la percentuale teorica che un gioco restituisce ai giocatori sul lungo periodo. Quando testo una slot per una recensione, la scheda tecnica è la prima cosa che apro, con RTP dichiarato, vincita massima e, quando indicata, volatilità. Sulle slot dei siti legali nella maggior parte dei casi ci si muove tra il 95 e il 97%, ma esistono anche titoli sotto il 95, e per i giochi di sorte a quota fissa le regole tecniche prevedono una soglia minima del 90% al netto dei jackpot. È un dato statistico calcolato su un numero molto elevato di giocate, una fotografia di lungo periodo, e va letto per quello che è.”
Quindi un RTP alto non garantisce di vincere.
“Esatto, ed è l’equivoco più diffuso. Il margine resta sempre a favore dell’operatore, è la natura stessa del gioco. L’RTP serve a confrontare il ritorno teorico dei giochi nel lungo periodo, mentre sulla singola sessione può succedere qualsiasi cosa, in entrambe le direzioni. Diffiderei di chi presenta una slot ad alto RTP come una scorciatoia verso la vincita, perché nessun operatore serio farebbe una promessa del genere.”
C’è differenza tra la slot di un sito legale e quella di un sito non autorizzato?
“La differenza è enorme. Sui siti con concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli i giochi sono certificati da organismi di verifica indipendenti, l’RTP è dichiarato e i pagamenti sono tracciati. Su un sito senza concessione italiana non si applicano le verifiche e le tutele previste dal sistema italiano, a partire dal controllo che il gioco renda quello che dichiara. Per questo la prima verifica resta sempre la stessa, controllare che il sito abbia la concessione.”
Che cosa ci dicono i dati sulla spesa dei conti di gioco online?
“La Relazione del Ministero dell’Economia sul 2025 dà una coordinata utile. Il 47,2% dei conti analizzati si è collocato nella fascia di spesa netta annua tra 0 e 100 euro. Si tratta però di dati riferiti al gioco online nel complesso, non soltanto al casinò, e ai conti di gioco, non alle singole persone. La distribuzione resta inoltre molto ampia e comprende una minoranza con livelli di spesa nettamente superiori, ed è su quella minoranza che va concentrata l’attenzione quando si parla di gioco responsabile.”
A proposito di gioco responsabile. È solo un’etichetta o ci sono strumenti veri?
“Gli strumenti ci sono e funzionano se vengono usati. Si possono impostare limiti di deposito già alla registrazione e ridurli in qualsiasi momento, con effetto immediato. C’è poi l’autoesclusione tramite il Registro Unico, temporanea o a tempo indeterminato. Nel 2024 sono state registrate circa 188 mila autoesclusioni, e dal 1° febbraio 2026 l’autoesclusione si può attivare anche per una singola categoria di gioco, ad esempio solo per le scommesse. Il punto è rendere questi strumenti più conosciuti e accessibili.”
I dati sui più giovani preoccupano?
“Sì, ed è il fronte più delicato. Le rilevazioni europee ESPAD indicano per l’Italia una diffusione elevata del gioco con denaro tra gli adolescenti, nonostante il divieto per i minori. Qui i numeri di mercato passano in secondo piano. Contano la prevenzione, il controllo sull’età e il lavoro che si fa nelle scuole e nelle famiglie.”
Cosa consiglia a chi si avvicina per la prima volta al casinò online?
“Pochi controlli, fatti bene. Verificare che il sito abbia la concessione, controllare che l’RTP dei giochi sia dichiarato e impostare un limite di spesa prima di iniziare. Il casinò online va inteso come una forma di intrattenimento che ha un costo, ed è l’impostazione giusta con cui partire.”
Un settore che corre così, dove sta andando?
“Verso più tecnologia, con i giochi live, cioè i tavoli condotti da croupier reali in diretta streaming, e un uso più maturo dei dati, anche per individuare in anticipo i comportamenti a rischio. La sfida vera è crescere in modo sostenibile, tenendo insieme un mercato che si allarga e la tutela di chi gioca.”
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