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Rendite condominiali, come dichiararle nel 730

Anche i profitti condominiali vanno tassati. Ecco come mettersi in regola nella dichiarazione dei redditi

Rendite condominiali, come dichiararle nel 730
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Gestire una proprietà in condominio non significa solo sostenere dei costi, ma talvolta anche delle rendite. Può accadere, difatti, che tra le parti comuni di un immobile possano esserci, infatti, spazi come l’ex casa del portiere che, una volta concessi in affitto, generano un profitto da gestire fiscalmente.

Quando si presenta la propria dichiarazione dei redditi molto proprietari ignorano, però, che queste entrate costituiscono un reddito oggetto a tassazione; mancare nell’inserimento di questi dati nel modello 730 o nel modello Unico può portare anche a sanzioni. Vediamo, quindi, come inserire queste rendite nella dichiarazione dei redditi.

Il primo passaggio: l’invio dei dati da parte dell’amministratore

La prima informazione utile è che il condomino non deve effettuare alcun calcolo. Questo compito, difatti, spetta all’amministratore che ogni anno deve rilasciare una certificazione con l’importo del reddito attribuito a ciascun proprietario, che viene determinato in base ai rispettivi millesimi di proprietà.

Solo dopo aver ricevuto questo documento, il contribuente potrà riportare nel modello 730 la somma esatta da dichiarare.

Come inserire i dati

Gli importi, nel modello 730, devono essere inseriti in sezioni diverse seconda della natura dell’immobile o dello spazio che ha generato il guadagno:

  • Quadro B per i redditi da locazione di immobili: se il condominio concede in affitto un’unità immobiliare accatastata autonomamente, come l’ex alloggio del portiere o un locale deposito, i canoni percepiti rientrano tra i cosiddetti redditi fondiari. In questi casi ciascun condomino dovrà dichiarare la quota di propria competenza; se, invece, l’immobile non è locato, la quota va indicata solo se supera 25,82 euro;
  • Quadro D per redditi diversi: nel caso in cui le entrate derivino dalla concessione in uso di parti comuni che non possono essere accatastate autonomamente (come ad esempio la facciata destinata a cartelloni pubblicitari, il tetto per l’installazione di antenne o il lastrico solare) i proventi non rientrano tra i redditi fondiari ma sono qualificati come “redditi diversi”; in questo caso, la quota spettante al singolo condomino deve essere indicata nel Quadro D, rigo D4, riportando il codice 4 nella colonna “Tipo di reddito” e l’importo netto certificato dall’amministratore.

Cosa succede in caso di mancata comunicazione

Riportare correttamente queste somme nella dichiarazione dei redditi è fondamentale per evitare contestazioni e possibili sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate; i dati comunicati dai singoli condomini, infatti, possono essere verificati attraverso le certificazioni rilasciate

dall’amministratore, che documentano i redditi attribuiti a ciascun proprietario. Quindi, prima di compilare il modello 730 è consigliabile verificare di aver ricevuto la certificazione relativa all’anno d’imposta di riferimento.

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