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Cronaca giudiziaria

Youssef Siher torna in libertà: il gip non convalida il fermo

Le accuse, istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo e violenza organizzata nei cortei, non reggono almeno in questa fase

In un fermoimmagine di un video di ANSA-ALANEWS Youssef Siher intervistato dai giornalisti a margine della manifestazione dei Giovani Palestinesi a Milano contro il Comune il 12 luglio 2025. ANSA / ALANEWS

Youssef Siher è stato liberato. Lo ha deciso la gip Tiziana Landoni, respingendo la richiesta della procura di Milano. La giudice non ha convalidato il fermo deciso sabato e non ha emesso la misura in carcere: non ci sono le esigenze cautelari, volte a prevenire il pericolo di fuga e la reiterazione del reato.

E non ci sono nemmeno i gravi indizi di colpevolezza necessari a sostenere il fermo della procura di sabato. E neanche i gravi indizi a supporto delle esigenze cautelari Le accuse, istigazione a delinquere aggravata dal terrorismo e violenza organizzata nei cortei, non reggono almeno in questa fase. La giudice analizza nel provvedimento il post del 20 ottobre dal titolo “lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove” e “Meloni dichiara guerra al futuro di questo Paese e noi dichiariamo guerra a questo presente infame”.

E sottolinea che “la condivisione da parte dell’indagato di tali asserzioni con numerosi utenti del sddetto profilo non può ritenersi integrante il delitto di istigazione a commettere delitti contro l’ordine pubblico”. Secondo la gip si tratta, senz’altro, “di affermazioni di critica rivolta allo Stato, all’attuale governo e ai media, connotate da toni aspri ed espressioni volgari. Vi è, inoltre, una ferma presa di posizione dinnanzi a politiche non condivise e ritenute dannose per il futuro dell’Italia, che sfocia in una generica “dichiarazione di guerra” ad un “presente infame” (e non nei confronti delle istituzioni dello Stato), non accompagnata da specifici e concreti riferimenti ad azioni violente o in altro modo costituenti reato, tali da indurre gli utenti a commettere atti di tal genere”.

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