Ormai è noto: gli scoop sul caso Minetti non hanno trovato riscontro. Questo quanto emerso dagli accertamenti svolti dalla Procura generale di Milano dopo la pubblicazione delle notizie sulla grazia concessa all’ex consigliera regionale lombarda. Le verifiche - avviate dopo gli articoli e le trasmissioni tv che avevano riacceso il caso - sono state trasmesse dalla procuratrice generale Francesca Nanni al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nella nota della Procura generale si legge che "i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito". Resta dunque confermato il quadro valutato al momento del parere favorevole alla concessione della grazia a Nicole Minetti. E ora si apre un altro fronte.
Ci riferiamo alle iniziative risarcitorie annunciate dai legali di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. Gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, in una nota, dichiarano di prendere "atto dell'esito delle verifiche condotte dalla Procura Generale di Milano in seguito alla diffusione delle notizie - rivelatesi tutte non vere come accertato dall'Autorità Giudiziaria - da parte del Fatto Quotidiano" e "ribadiscono di avere intrapreso le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti".
Nel mirino delle richieste ci sono sia gli articoli sia i passaggi televisivi che hanno dato spazio alla vicenda. "Oggetto delle prime richieste risarcitorie - spiegano i legali - sono oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata 'Il Fatto Quotidiano', nonché le trasmissioni 'È sempre Cartabianca' andata in onda su Rete 4 in data 28.04.2026 e 'Report', trasmessa su Rai 3 il 3.05.2026". Il riferimento è al circuito mediatico che, nelle scorse settimane, aveva seguito e rilanciato il caso: dagli articoli del Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio agli approfondimenti televisivi di Bianca Berlinguer e Sigfrido Ranucci. Proprio l’esito delle verifiche della Procura generale diventa ora il passaggio centrale per valutare gli sviluppi della vicenda. Le notizie contestate, infatti, non solo avevano riaperto il dibattito pubblico sulla grazia, ma avevano anche portato a un supplemento di attività istruttoria da parte degli uffici giudiziari.
Per la Minetti e Cipriani, tramite i loro legali, quelle ricostruzioni hanno prodotto un danno. Per questo sono già state avviate le prime azioni giudiziarie. Dopo la smentita arrivata dalla Procura generale, la vicenda si sposta dunque sul piano civile, dove sarà valutata la richiesta di risarcimento nei confronti di chi ha pubblicato o rilanciato le accuse risultate non vere.
Ricordiamo che gli accertamenti della Procura si sono concentrati in particolare sulle ricostruzioni relative a presunte feste con droga e sesso alle quali la Minetti avrebbe partecipato negli ultimi anni.
Secondo i procuratori, quelle affermazioni sono state "smentite" sia da "dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive" sia da quelle "rese ai carabinieri da persone informate sui fatti". Le rivelazioni erano state "rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo".