Tanto rumore per nulla: gli scoop che hanno riacceso i fari sulla grazia concessa a Nicole Minetti erano falsi. A dirlo, in una lunga nota, è la procura generale di Milano che ha confermato il parere positivo inviato al Ministero sostenendo che "i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito".
Il procuratore generale di Milano Francesca Nanni che oggi ha trasmesso oggi al Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le risultanze delle nuove analisi, afferma quindi che dagli "accertamenti" svolti nell'ultimo mese e mezzo, gli scoop giornalistici sul caso di Nicole Minetti "non corrispondono al vero" e "non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito" che ha portato alla "concessione della grazia" all'ex consigliera regionale della Lombardia.
La procura spiega che in particolare sono "smentite" sia da "dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive" che da quelle "rese ai carabinieri da persone informate sui fatti" le "affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni", rivelazioni "rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo".