Madri e padri? Meglio “genitori e tutori”. “Anziani”? Da evitare. E attenzione anche a parole come “omosessuale”, “transessuale”, “lunatico” o perfino “svitato”. Il Green Party britannico ha messo nero su bianco il suo nuovo vocabolario inclusivo, una guida woke destinata agli iscritti per indicare quali termini utilizzare e quali invece sarebbe preferibile abbandonare.
Intitolato “Inclusive Terminology Guidance”, il documento invita innanzitutto a utilizzare espressioni neutre dal punto di vista del genere. È qui che finiscono nel mirino anche “mothers and fathers”, ossia “madri e padri”: quando si parla della famiglia di un bambino, la formula raccomandata diventa “parents and carers”, cioè “genitori e tutori”. La stessa impostazione riguarda le professioni: meglio “chair” invece di “chairman” e “police officer” al posto di “policeman”.
Ma l’elenco è molto più lungo. Il termine “elderly”, anziano, viene considerato inappropriato. La sigla Bame - utilizzata nel Regno Unito per indicare persone nere, asiatiche e appartenenti a minoranze etniche - dovrebbe essere impiegata con cautela perché, secondo la guida, molte persone non gradirebbero che esperienze molto diverse vengano raccolte sotto un’unica definizione.
Cautele anche sul terreno dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. “Transsexual” viene sconsigliato perché non comprenderebbe le persone non binarie, mentre anche “homosexual” compare tra i termini che la guida invita a evitare. “Sexual preference”, preferenza sessuale, viene invece indicato come inaccettabile perché suggerirebbe che l’attrazione possa essere una scelta. Nemmeno il linguaggio colloquiale si salva. Parole come “lunatic” e “nutter” vengono giudicate problematiche perché contribuirebbero a rafforzare stereotipi negativi e stigma nei confronti delle persone con problemi di salute mentale.
Il punto per i Verdi è creare un ambiente che non risulti poco accogliente o escludente. La guida rassicura comunque gli iscritti: sbagliare ogni tanto è consentito. È già qualcosa. In quel caso la raccomandazione è chiedere scusa, ringraziare chi ha fatto notare l’errore e modificare il proprio linguaggio in futuro. Diverso è il caso di comportamenti ripetuti o deliberati, che potrebbero ricadere nelle norme contro le molestie.
Attenzione: il Green Party ridimensiona però la portata del caso. Un portavoce ha spiegato che si tratta di un normale documento per la formazione sulle pari opportunità, simile a quelli utilizzati da altre organizzazioni, sottolineando soprattutto un punto: “È una guida e nient’altro”. La precisazione è quantomeno necessaria: il testo indica il linguaggio raccomandato dal partito, non introduce un divieto generale sull’uso delle parole “madre” e “padre”.
Insomma, mentre il leader Zach Polanski cerca di consolidare il nuovo corso verde ecco il vocabolario inclusivo che diventa un altro terreno di scontro. Questa volta non sulle emissioni, sull’energia o sull’ambiente, ma sulle parole che gli iscritti dovrebbero utilizzare. A cominciare da due delle più antiche e comuni: madre e padre.
