Leggi il settimanale

Venezuela senza pace. La terra trema ancora. I ritardi nei soccorsi eil miracolo superstiti

Due nuove scosse. Neonato di 18 giorni vivo tra le macerie. Arrivati i soccorsi italiani

Venezuela senza pace. La terra trema ancora. I ritardi nei soccorsi eil miracolo superstiti
00:00 00:00

Tra i palazzi sbriciolati di La Guaira e i quartieri devastati di Caracas, dove il duplice terremoto del 24 giugno ha fatto 1.430 morti e trasformato interi isolati in montagne di cemento, l’Italia è stata tra i primi Paesi a mobilitarsi.
Roma ha già stanziato un primo pacchetto di aiuti da 5 milioni di euro e ha inviato sul posto vigili del fuoco, personale specializzato nei soccorsi e funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina. Un secondo Boeing con altri aiuti è già in viaggio. In quella che non è solo una missione umanitaria, visto che in Venezuela vive una delle più numerose comunità italiane dell’America Latina, circa 150mila persone. E sono 42 gli italo-venezuelani al momento dispersi.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che 3 milioni saranno destinati alle organizzazioni della società civile italiana attive nel Paese, uno alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa e uno al Programma alimentare mondiale. «Ne arriveranno altri», ha assicurato, spiegando che i soccorritori italiani sono già al lavoro mentre vengono coordinate anche le numerose offerte di aiuto provenienti da privati e associazioni.
Il dolore più grande, per l’Italia, ha il volto di due siciliani d’America. Il primo è quello di Giuseppe Colaianni, 55 anni, nato a Caracas da una famiglia originaria di Calascibetta, nell’Ennese. Padre di due figli, lavorava nel settore della logistica internazionale. Era rientrato da pochi giorni in Venezuela e, quando la terra ha iniziato a tremare, era in videochiamata con la figlia Antonella nel giorno del suo compleanno. Ha fatto appena in tempo a mettere in salvo la moglie prima di essere travolto dal crollo dell’edificio. Poche ore dopo è arrivata anche la conferma della morte di Francesca Mannina, 42 anni, figlia di emigrati di Balestrate, nel Palermitano. Laureata in Commercio internazionale, lavorava con il marito Roberto Santilli nella macelleria di famiglia a La Guaira. Gli amici la ricordano come una donna «generosa, solare e sempre pronta a infondere coraggio».
Quando il palazzo ha iniziato a crollare era ormai arrivata sulla soglia dell’appartamento, ma non è riuscita a mettersi in salvo. Il marito si è salvato, ma è ancora sotto choc. Lo zio Davide Emma le ha dedicato un commosso saluto: «Addio, nipotina dal cuore immenso».
Ma mentre il papa da Roma chiede «che non venga meno la solidarietà della comunità internazionale» e i soccorritori continuano a scavare senza sosta, dalle macerie arrivano anche storie che restituiscono un filo di speranza. Nello stato di La Guaira un neonato di appena 18 giorni è stato estratto vivo dopo 32 ore trascorse sotto un edificio crollato.
I soccorritori se lo sono passato di mano in mano con estrema delicatezza, avvolto in una coperta, tra gli applausi dei presenti. Poco dopo è stata salvata anche la madre. Sempre a La Guaira, le squadre di ricerca inviate dal Salvador hanno liberato dopo oltre 50 ore la quindicenne Camila Sofía Medina Rivas e la sua inseparabile cagnolina Chanel, rimaste intrappolate al nono piano di un palazzo collassato.
«Abbiamo salvato Camila», ha scritto il presidente salvadoregno Nayib Bukele. E poi c’è la storia che più di ogni altra racconta la forza della vita. Nel buio di una città senza elettricità, una donna ha partorito tra le macerie assistita soltanto da alcuni volontari.

Nessun medico, nessuna sala parto: solo torce, coperte e la solidarietà di sconosciuti. Mentre una donna improvvisava il ruolo di levatrice, il primo pianto del neonato ha rotto, per qualche istante, il silenzio della distruzione.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica