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Venezuela, nuova forte scossa: magnitudo 5.1. Il vigile del fuoco italiano: "Corsa contro il tempo"

L'intervista al deputy team leader di "Urban Search and Rescue", specializzato nel salvare le vittime sotto le macerie. Deluse le speranze di trovare una donna con i suoi figli: il nuovo sisma ha bloccato le operazioni

Venezuela, nuova forte scossa: magnitudo 5.1. Il vigile del fuoco italiano: "Corsa contro il tempo"
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Mentre parliamo al telefono, Andrea Marino, deputy team leader del modulo "Urban Search and Rescue", il team dei vigili del fuoco specializzato nel trovare e salvare le vittime intrappolate sotto le macerie, è costretto a interrompere la nostra conversazione. Sono le 13 ora italiana, le 7 del mattino ora locale. Si trova a La Guaira, una delle città più colpite dal terremoto in Venezuela che ha provocato centinaia di morti, migliaia di feriti e dispersi. Il contingente italiano è atterrato nei giorni scorsi e sta conducendo le operazioni in aiuto ai team di Paesi da tutto il mondo. "Mi dispiace - dice dopo pochi minuti - in questo istante c'è stata una scossa. Devo andare a vedere come stanno i colleghi". Le agenzie riferiscono di una scossa di magnitudo 5.1, ma fortunatamente per il team italiano non ci sono conseguenze. Nella nostra breve intervista riusciamo a fargli qualche domanda.

Qual è il contributo della delegazione italiana?

"Abbiamo una delegazione abbastanza numerosa, però è divisa in moduli. Io sono il deputy team leader del modulo Usar, l'acronimo che sta per 'Urban Search and Rescue'. Si tratta di team preparati, specializzati per lavorare tra le macerie per trovare e salvare le vittime intrappolate. C'è poi una componente sanitaria di 36 o 37 persone, e poi c'è un team Tasp che fornisce supporto tattico e logistico in missioni di questo tipo. In particolare, lo sta fornendo a un team misto, formato da membri della comunità europea".

Dove vi trovate esattamente?

"Siamo nella città di La Guaira, che è quella più colpita, per quello che sappiamo noi, dal sisma. Abbiamo un campo a base in uno stadio di baseball insieme ad altri team. Abbiamo fatto una serie di operazioni di "assessment" nei primi giorni, che serve per capire, quando si va su un edificio crollato, sulla base di alcune misurazioni e operazioni, se c'è qualche segno di vita. Tutte quelle che abbiamo fatto hanno dato esito negativo".

C'è stato qualche segnale positivo? (*)

"Proprio ieri siamo stati contattati da un familiare di una donna di 30 anni, mentre stavamo lavorando su un altro sito operativo. Stiamo lavorando insieme a due team, uno dell'Ecuador e uno dell'Olanda, ma le operazioni sono molto difficili perché gli edifici hanno avuto un collasso tipo pancake, quindi è difficile raggiungere le vittime perché c'è tantissimo materiale in cui penetrare".

Da quanti giorni si trova lì?

"Cinque giorni. Secondo la segnalazione, dovrebbe essere lì insieme a due o tre figli, immaginiamo piccoli, vista l'età della donna. Speriamo di farcela. È una corsa contro il tempo, non è facile perché tecnicamente le operazioni sono molto complicate, molto rischiose".

In che cosa consiste l'operazione?

"È un lavoro di 'search and rescue', noi cerchiamo e proviamo a farci un'idea sulla base delle rilevazioni, delle chiamate a voce, le proviamo tutte e ci facciamo un'idea di dove può essere la vittima o le vittime. A quel punto apriamo dei varchi. Non è facile perché c'è tantissimo materiale strutturale da rompere e da rimuovere, per cui sono operazioni che richiedono delle ore, ci stiamo lavorando da ieri pomeriggio e stiamo cercando di fare il massimo, anzi, più del massimo. Stiamo lavorando con delle turnazioni, cercando di organizzare le attività in modo da dare continuità".

In che situazione si trova il Paese in questo momento?

"Molto difficile. Per fare una fotografia molto sintetica, c'è una situazione in una parte della città veramente disastrosa, sono tutti edifici crollati o, se non sono crollati, sono stati distrutti in maniera abbastanza importante, insomma sono solo da buttare via. Ma la cosa impressionante è che ci sono tantissimi crolli in cui l'edificio ha drasticamente ridotto la sua altezza, crolli come quello che le dicevo dove si formano i pancakes, cioè in cui i piani superiori insistono su quelli inferiori. Ci sono altri edifici che si sono sradicati dalle fondazioni, alcuni sono ruotati quasi rigidamente e una volta sradicati alle fondazioni, sono andati a terra ovviamente poi distrutti".

(*).

Poco dopo la pubblicazione di questo articolo sul web, le agenzie di stampa hanno battuto che le operazioni di soccorso sono state bloccate per via della nuova scossa che ha reso troppo rischiose le ricerche. La situazione, infatti, è precipitata in seguito alla forte scossa che ha colpito l'area e che ha causato anche un ulteriore spostamento della struttura. Dall'edificio non arrivano segnali.

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