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Auto in panne dopo il pieno. Il giallo del "gasolio sporco" che allarma Veneto e Friuli Venezia Giulia

Elementi contaminati ritrovati dentro i serbatoi di numerose auto: quali sono le cause e i cosa fare se la vettura si blocca dopo il rifornimento

Auto in panne dopo il pieno. Il giallo del "gasolio sporco" che allarma Veneto e Friuli Venezia Giulia
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Le segnalazioni, che ormai hanno superato la decina, si susseguono da giorni e tutte nell’area tra Veneto e Friuli Venezia-Giulia: sta diventando sempre di più un “giallo” il gasolio sporco trovato all’interno dei serbatoi che blocca le autovetture.

I casi più eclatanti

L’area del Nord-Est, dunque, è la più bersagliata: già dodici casi di vetture danneggiate dopo aver fatto rifornimento in alcune stazioni di servizio tra le province di Belluno, Venezia e Treviso fino a coinvolgere Sappada e la Val di Fassa. Tra gli episodi più gravi per l’incolumità delle persone c’è quello avvenuto a Segusino (Treviso) con un automobilista fino in panne all’interno di una galleria creando un potenziale pericolo per se stesso e per gli altri. Nuove segnalazioni sono giunte anche da Mestre, Terraglio e Sappada.

Cosa si è scoperto dopo le verifiche

Da non credere quanto è stato ritrovato all’interno dei serbatoi: dalla presenza di acqua alle alghe ma anche altre sostanze contaminanti che, inevitabilmente, hanno bloccato i filtri del carburante rendendo impossibile il corretto funzionamento dei veicoli. I danni in questi casi sono molto salati: per ogni vettura, la riparazione può costare anche 4mila euro.

Da dove derivano le anomalie

Sulla vicenda è intervenuto il presidente di Adiconsum Treviso-Belluno, Stefano Bellotto. “Fin dalla nostra prima segnalazione abbiamo voluto evitare un ingiusto tiro al bersaglio. Il problema non è il singolo impianto, che spesso è a sua volta parte lesa, ma una criticità diffusa che tocca ormai quattro province e distributori di ogni dimensione”, ha spiegato al Gazzettino. Secondo il presidente dell’associazione che tutela i diritti dei consumatori, il problema potrebbe ricercarsi a monte, ovvero tra i depositi di stoccaggio ma anche nella filiera logistica. Infatti, la problematica del gasolio sporco non interessa soltanto una determinata compagnia di carburanti ma le insegne e i distributori coinvolti sono diversi.

La difesa dei cittadini

Come detto, i costi per riparare i filtri delle auto ammontano a diverse migliaia di euro: per questa ragione Adiconsum ha attivato il proprio ufficio legale per difendere tutti coloro che si rivolgono all’associazione dei consumatori in questione. Chiediamo trasparenza e responsabilità da parte della filiera dei carburanti per garantire indennizzi rapidi senza costringere i cittadini a calvari giudiziari, e per assicurare che la qualità del servizio torni agli standard dovuti”, ha aggiunto Bellotto.

Cosa fare se l’auto non va

A meno che non si possa fare a meno di lasciar ferma l’auto prima dei dovuti risarcimenti, Adiconsum consiglia ai guidatori di non sborsare il denaro (anticipandolo) ma rivolgersi agli sportelli dedicati.

Il risarcimento va richiesto dopo la perizia, scritta, da parte del meccanico o carrozziere, mantenere ovviamente la ricevuta di dove è stato effettuato il rifornimento incriminato. Laddove possibile, è consigliato anche avere a disposizione dei periti un campione di gasolio del rifornimento così da ritrovare le tracce delle sostanze contaminanti che hanno fermato il mezzo.

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