Ci sono mamme che, anche nel momento del dolore più profondo, trovano la forza di mettere davanti a tutto i propri figli. È una forma di generosità straordinaria. È quello che ha fatto Maria Marchese, la mamma di Emma Marrone. Emma è uscita da anni terribili e dolorosi, ma oggi è una ragazza forte, bella, amata da un pubblico che ha affollato il suo tour che si conclude il 9 settembre all’Ippodromo di San Siro. E Maria per Emma è una figura di riferimento.
La morte del marito Rosario Marrone, stroncato dalla leucemia, ha lasciato un vuoto enorme nella famiglia. Emma ricorda ancora oggi la telefonata del fratello, che la raggiunse mentre lei era lontana da Aradeo, il paese della sua famiglia. In quei momenti sentì le urla disperate della madre. Eppure, quando riuscì a tornare a casa, trovò una donna consumata dal dolore ma capace, nonostante tutto, di accoglierla con affetto e di sostenerla.
Maria conosceva il legame speciale che univa Emma al padre. Rosario, appassionato di musica e di chitarra, era stato il primo a trasmetterle quella passione. Prima che il successo arrivasse, però, Emma aveva dovuto rimboccarsi le maniche, trovando lavoro come commessa in un negozio vicino a casa. Ancora oggi, quando ne ha l’occasione, passa a salutare le amiche che lavorano lì.
Da sempre lontana dai riflettori, Maria Marchese ha preferito vivere con discrezione, senza mai cercare visibilità. La stessa presenza silenziosa ma fondamentale che ha avuto nei giorni della scomparsa del marito l’ha dimostrata anche quando Emma ha dovuto affrontare una malattia tumorale. Un percorso difficile, fortunatamente superato, ma che ha inevitabilmente messo alla prova il suo equilibrio psicologico.
Oggi Maria rappresenta, forse ancora più di un tempo, un punto fermo nella vita della cantante. E c’è chi è convinto che proprio le prove affrontate, insieme alla forza e al sostegno ricevuti da una madre come lei, abbiano contribuito a rendere ancora più intensa e autentica la sua capacità interpretativa. Al concerto di San Siro la aspettano tutti a braccia aperte.
