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Cronaca locale

Siccità al Nord, l’appello disperato del parroco: “Dio, dacci la pioggia”

Un sacerdote veneto ha celebrato quattro messe nelle sue parrocchie per chiedere al Signore di fermare i danni della siccità che si stanno abbattendo sul Nord Italia

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Chiesa dei Cavalieri di Santo Stefano (Wikipedia)

L’allarme siccità che sta colpendo le regioni del Nord Italia non ha lasciato indifferenti le comunità parrocchiali. In particolare, a Noale, in provincia di Venezia, c’è un sacerdote che ha deciso di rispolverare i vecchi metodi indicendo quattro messe per la pioggia.

L’iniziativa

Un triduo di preghiera per chiedere al Signore il dono della pioggia nelle parrocchie di Moniego e Cappelletta. Don Paolo Furlan, il parroco di Noale, le ha celebrate dal 1 al 4 agosto. Una soluzione prevista nel messale romano dove, nella sezione “messe per varie necessità”, compare un’orazione colletta “per chiedere la pioggia”. Non a caso don Furlan ci ha tenuto a precisare che “non è una danza della pioggia ma un invito “a riflettere su un bene prezioso che troppe volte diamo per scontato”. E che mai come quest’anno, specialmente nel Nord, sembra minacciato dalle ondate di calore.

Il precedente

Il 4 luglio del 1976 Paolo VI dedicò l’angelus al problema della siccità definita una “calamità grave e che non ha altro rimedio per ora se non nella economia del consumo dell’acqua e nella più calcolata distribuzione delle risorse idriche”. Proprio la gravità della situazione già all’epoca indusse Montini a sollecitare con “urgenza e fervore” la preghiera per la pioggia. Parlando delle soluzioni, il Papa bresciano riconobbe il ruolo della “saggezza degli esperti operatori” ma esortò al tempo stesso a rivolgersi “a quel Dio, Padre nostro, che domina anche le leggi inesorabili della natura, affinché risolva in vantaggio, e presto, dell’umanità, e degli animali stessi, questa sventura meteorologica”. Passò poi a presentare ai fedeli un’evocazione liturgica in cui l’acqua era chiamata “terribile se nemica” ma “provvida e benedetta se amica”.

Le rogazioni

In passato la richiesta a Dio di far piovere era parte di quelle processioni penitenziali note come rogazioni istituite da papa Gregorio Magno verso il Seicento. Fu una reazione alla peste che colpì Roma in quegli anni. Le maggiori si tenevano il 25 aprile ed erano l’occasione per i fedeli di fare penitenza e chiedere protezione dalle calamità naturali e prosperità nei raccolti.

Siccità e crisi idrica

Le ondate di calore e la siccità stanno accelerando la crisi idrica soprattutto nelle regioni del Nord. In Veneto, dove si trovano le parrocchie protagoniste dell’iniziativa di preghiera, i dati di Anbi rilevano che da inizio anno ha piovuto il 24% in meno rispetto alla media. Tra le regioni più in sofferenza c’è stato il Piemonte in cui a luglio le precipitazioni sono crollate del 54%. E proprio il problema siccità a livello euromediterraneo sarà al centro del Forum Euromediterraneo dell’Acqua ospitato a Roma dal 29 settembre al 2 ottobre e che lo scorso novembre è stato presentato a Leone XIV da Maria Spena, presidente del comitato organizzatore One Water.

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